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Pazienza e resistenza  per sconfiggere Putin…l’opinione di Rita Faletti

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Il massacro di un popolo è uno degli obiettivi dell’invasione abietta che Putin continua a definire operazione militare, l’altro è l’attacco alla democrazia di cui l’Occidente è simbolo e che rappresenta la vera minaccia che spaventa gli autarchi perché segnerebbe la loro fine. Ma questa guerra è anche l’occasione perfetta per considerare i vantaggi che l’Occidente avrebbe dal rompere definitivamente ogni relazione commerciale con la Russia, con profondo rammarico dei populisti che a Putin avrebbero aperto con gioia porte e finestre. Sì perché a questo guardavano con gli occhi lucidi di emozione i gialloverdi che oggi vorrebbero fermare l’invio di armi all’Ucraina per impedirle di difendersi e riallacciare la liaison con lo zar. Innegabile  vantaggio sarebbe il raggiungimento dell’autonomia energetica che ci ha resi dipendenti da Mosca e vittime del ricatto di Putin, tormentato da una sola preoccupazione: salvare e perpetuare il suo regime cleptocratico, dove la temperatura sta salendo non per effetto del riscaldamento globale ma dei primi sintomi di una malattia che va sotto il nome di recessione economica. La foresta di fandonie che crescono  su se stesse scopre l’altra faccia della propaganda del Cremlino, costretto a negare, di fronte al paese, la guerra e la crisi ad essa conseguente. E’ colpa dell’Occidente, ripetono dai vertici, contraddicendosi.  Dmitri Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, tuona contro le aziende occidentali che hanno lasciato la Russia, “I nemici cercano di limitare il nostro sviluppo e rovinare le nostre vite”. Accusa o ammissione che qualcosa non sta andando come dovrebbe?  Putin stesso, che al Forum economico di San Pietroburgo ha parlato delle magnifiche sorti e progressive dell’economia russa nel nuovo modello multipolare, aveva riconosciuto che le imprese russe avrebbero dovuto affrontare problemi nelle catene di approvvigionamento e nei trasporti e aveva previsto delle “perdite”. Il dito è puntato contro le sanzioni che farebbero più male ai paesi “ostili” che sostengono l’Ucraina  che alla Russia che le subisce. E’ vero? Se così fosse, il ministro Lavrov non ne chiederebbe a più riprese la sospensione, che anche il suo omologo cinese Wang ha sollecitato nel bilaterale con il segretario di Stato americano Blinken a margine del G20. Tra le autocrazie, anche quando si detestano, come nel caso di Russia e Cina, esiste una forte solidarietà. Fatto sta che le sanzioni sono una maledizione sulla testa di Putin e per l’economia russa come la governatrice della Banca centrale russa, Elvira Nabiullina, aveva previsto parlando ai membri della Duma lo scorso aprile. “Il periodo in cui l’economia può vivere di riserve è finito, nel secondo e terzo trimestre del 2022 entreremo in un periodo di trasformazione strutturale”. Nabiullina aveva spiegato che, esaurite le scorte, le aziende si sarebbero dovute adattare a nuovi modelli di business, con sanzioni da aggirare, difficoltà logistiche e la ricerca di nuovi partner stranieri. L’istituto di statistica federale Rosstat , nel suo ultimo rapporto, mostra che la produzione è crollata in più settori. L’automotive registra -96,7%, segue la produzione di elettrodomestici, -58%, e dei televisori, -49,7%. L’interruzione dei rapporti commerciali con l’Occidente può fare regredire la Russia ai tempi dell’Unione sovietica. Sulle importazioni dall’Europa, infatti, il paese aveva fondato il suo modello di sviluppo. Le merci hanno cominciato a scarseggiare sugli scaffali, alcune produzioni si avviano alla fine e la disoccupazione aumenterà con conseguenze inevitabili nella qualità della vita della popolazione che non crederà più ai racconti. Le sanzioni dell’Occidente stanno funzionando e l’embargo totale del gas, quello del petrolio inizierà alla fine di quest’anno,  potrebbe dare il colpo finale a un’economia asfittica che impiegherà diversi anni a riprendersi. Se l’Occidente saprà resistere con pazienza  e determinazione alle pulsioni suicide interne e alle minacce di Mosca, vincerà la sua guerra contro il bullismo di Putin e dei suoi amici, dimostrando la superiorità della democrazia. Incrociamo le dita.

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4 commenti su “Pazienza e resistenza  per sconfiggere Putin…l’opinione di Rita Faletti”

  1. Cambia il maestro ma la musica è sempre la stessa. Il governo giallo verde, i populisti, Putin il peggior tiranno, la Russia che morirà di fame…..bla….bla….bla….! Veramente io vedo ministri e Presidenti italiani che vanno in posti tipo Algeria, Marocco, Congo, Zambia, ecc ecc. Paesi che noi prima abbiamo impoverito. per raccattare gas petrolio e altro. Visto che l’Italia grazie a governi di sinistra e destra hanno ridotto una nazione in macerie, che non produce nulla, e compra quasi tutto fuori. Poi è anche vero che Lavrov parla delle sanzioni. Ma ormai la rottura è insanabile. E l’Italia pagherà il prezzo più alto. Si andrà avanti fino all’ultimo Ucraino……. naturalmente, mica fessi gli americani Guerrafondai da sempre.

  2. Non so quanti stati europei riusciranno a fare sacrifici ed a resistere alle sanzioni ed alle restrizioni energetiche..
    L’Italia in testa…

  3. Ho dimenticato, Erdogan invece ormai non è più un carnefice, un tiranno, un dittatore, come lo definiva Draghi, è altri Statisti internazionali. Bella l’immagine di Draghi ed Erdogan che si stringono la mano. Da rimanere senza parole. Cosa non si fa per il potere!

  4. Da qualche anno, ma forse dalla fine dello scorso secolo, l’occidente (o meglio i filantropi psicopatici occidentali) è preso da un delirio di onnipotenza che oggi ha perso il contatto con la realtà!
    Dopo aversi costruito questo mondo, (che non è quello dei popoli occidentali) hanno incominciato a pensare che “noi siamo i padroni e voi vi dovete inchinare appena alziamo il dito”. Putin gli risponde: ” E si, siete i padroni, però prego accomodatevi se vi serve qualcosa io sono qui che vi aspetto. Putin è ancora davanti alla porta che aspetta i semidei dell’occidente che arrivino. Chiaramente la Russia ha una tradizione da rispettare: “Rompere un ordine mondiale ogni secolo”,
    1800 Sconfiggere Napoleone
    1900 La rivoluzione russa
    2000 Porre fine al dominio statunitense.
    Il portavoce degli Esteri cinese Zhao Lijian, ha fatto notare come il G7 si sia appropriato il titolo di portavoce del mondo quando esso rappresenta 777 milioni di persone. Dall’altra parte i BRICS invece rappresentano 3,2 miliardi di persone che sono oltre la metà del pianeta.
    Oggi l’occidente e in particolare i paesi europei sono entrati in tilt.
    Macron sconfessato dalle ultime elezioni si deve difendere dallo scandalo Uber Files, Boris Jhonson si è dovuto dimettere per lo scandalo dei party nonostante le restrizioni imposte al popolo e per altre cose, Scholz è in bilico per lo scandalo dei festini con la droga dello stupro, Biden sfiduciato dagli ameri-cani, mai successo un così basso consenso per un Presidente americano. Poi abbiamo l’Italia che con un governo a larga maggioranza paradossalmente non riesce a governare e fra poco Draghi salirà al Colle.
    Per non parlare delle rivolte popolari in Olanda, Sri Lanka, Equador, Cile ecc.
    Non era Putin che doveva andarsene?
    L’euro oggi è quasi alla pari col dollaro, il rublo si rafforza sempre di più. Noi siamo quasi alla recessione e la Russia nel primo semestre registra un surplus di 350 miliardi.
    Non era la Russia che doveva andare in default?

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