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Modica, Antonio Borrometi..pacato, elegante, distinto, fine

Tempo di lettura: 2 minuti

Lo immaginiamo sul moletto di Sampieri, a guardare il mare, con la brezza che scompone il ciuffo dei capelli, le mani in tasca e la posa da gentiluomo.

Pacato, elegante, distinto, fine, garbato, raffinato, signorile. Sono tanti gli aggettivi che possono descrivere Antonio Borrometi che con la sua scomparsa chiude una pagina importante del territorio ibleo e di Modica in particolare.

È la pagina di una storia politica fatta di rappresentanza, di orgoglio, di lotte, di orizzonti.

Antonio Borrometi, così come prima Peppe Drago, se ne è andato nel silenzio discreto della sua malattia, dopo aver a lungo “urlato” nelle sedi istituzionali dove era stato chiamato a rappresentare e difendere il nostro territorio.

Da figlio d’arte, ha portato avanti con orgoglio la passione di famiglia, ampliando poi l’essere “avvocato” a difensore e delegato di una intera comunità, prima a Palermo e poi a Roma.

Ha vissuto da protagonista uno dei periodi più bui della politica italiana e siciliana, arrivando a Palermo da “uomo nuovo” della Democrazia Cristiana, camminando nelle sabbie mobili della sanità regionale ma uscendone a testa alta, fiera ed onorevole. Lui, “troppo borghese e cittadino” come veniva accusato dai suoi avversari politici, è stato tra gli artefici del boom degli agriturismi che hanno rivitalizzato, non soltanto economicamente, le campagne del modicano e dell’intero sud-est siciliano.

A Roma è tra gli esponenti di punta del centro moderato, in un periodo in cui la moderazione in politica non era di casa. Lavora fianco a fianco a figure politiche d’alto stile istituzionale, guadagnandosi la stima e la sincera amicizia, tra gli altri, di quel Sergio Mattarella che oggi, ne siamo certi, si sarà non poco rattristato tra le stanze del Quirinale.

Travolto anche lui dall’onda del 61 a 0 del centrodestra nell’aprile del 2001, rimane tra i maggiorenti de “La Margherita” in Sicilia, continuando a mantenere fede ai suoi valori politici. L’anno dopo, alle Amministrative a Modica, si ferma al 42% dei consensi nel “duello” che porta sulla poltrona di sindaco Piero Torchi.

La sua segreteria politica rimane comunque attiva nell’ascolto, mantenendo un ruolo di riferimento in città e nel territorio. Si batte a difesa del Tribunale di Modica, tenendo viva una battaglia di dignità.

Da padre, asseconda la scelta del figlio Paolo di essere “difensore” di una comunità non tra i banchi di un tribunale, né tra gli scranni delle istituzioni ma tra le righe dei giornali. Ne vive da vicino le minacce e le paure, infondendo però coraggio e soprattuttosottolineando l’importanza di seguire ideali e valori.

Orgoglio e coraggio, infusi al figlio ed alla moglie, sono i due pilastri degli ultimi anni, vissuti in maniera distinta, discreta, a stretto contatto con la fede cristiana e la devozione alla Madonna delle Grazie.

Oggi Modica piange la perdita di un padre orgoglioso, di un marito devoto, di un avvocato e di un suo figlio illustre: l’ennesimo da ringraziare oggi e, ci si augura, non dimenticare domani.

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2 commenti su “Modica, Antonio Borrometi..pacato, elegante, distinto, fine”

  1. Una grande persona educata, disponibile all’ascolto, si è impegnato a difendere il Tribunale di Modica, un suo disegno di legge per allargare la circoscrizione del tribunale era passato alla camera poi si sono sciolte le Camere anticipatamente, il disegno di legge non è andato avanti. Assessore alla Sanità alla Regione Sicilia sempre attento al territorio ibleo, ho lavorato con Lui insieme ad Avola ed Alescio suoi collaboratori più stretti. Sentite condoglianze alla famiglia e un abbraccio affettuoso a Paolo.

  2. Antonio Borrometi,
    un sincero protagonista che ha lottato per il risveglio del Meridione.
    Buon cammino
    Condoglianze ai familiari.

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