Italia Viva Ragusa e lo scotto delle lavoratrici iblee

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“Sul terreno dell’occupazione, le donne hanno pagato per la pandemia più degli uomini. Leggere i dati che escono anche nella nostra provincia, grazie a studi di settore, ci permette di comprendere come neppure noi siamo immuni da tutto ciò”. E’ la riflessione che arriva dalla coordinatrice provinciale di Italia Viva Ragusa, Marianna Buscema, che esprime preoccupazione per quanto sta accadendo. “Secondo l’ultimo report Istat sul lavoro, infatti – aggiunge – nell’ultimo mese del 2020 ci sono stati 101mila occupati in meno. Di questi, 99mila sono donne. E se prendiamo atto dei dati diffusi questa mattina da un sindacato a livello locale, secondo cui circa 150 lavoratrici della provincia di Ragusa sono state costrette ad abbandonare giocoforza l’attività lavorativa proprio a causa della pandemia, abbiamo chiara la pesantezza del quadro”.
“Non è più possibile – aggiunge Buscema – soprassedere al ruolo delle donne nella società, e sul fatto, soprattutto, che questo debba cambiare nel progettare il futuro sociale, economico e politico da lasciare alle prossime generazioni. La riduzione dei divari di genere è tra i pilastri del Pnrr, eppure, anche se si possono notare degli impegni importanti come la maggiore attenzione anche sul fronte della natura economica finalizzata a ridurre e ad attenuare le differenze di genere, ancora non basta. Il tema della riduzione dei divari di genere e della discriminazione delle donne è presente in tutte le componenti in cui si articola il piano. Alla fine di ogni missione c’è un paragrafo che indica gli obiettivi specifici di riduzione dei divari di genere. Inoltre, nel Pnrr è stata inserita l’indicazione che le gare di appalto possano essere usate per ridurre le discriminazioni. Sono prime azioni ma adesso dobbiamo vigilare che non ci si fermi agli spot. Sono indispensabili fatti concreti. Le donne meritano non spazi concessi ma spazi da protagoniste”.

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