Protezione civile e carenze a Vittoria. Monito di Idea Liberale

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Il terremoto dei giorni scorsi ha riproposto, qualora ce ne fosse di bisogno, la necessità per Vittoria di dotarsi di una macchina comunale di protezione civile all’altezza e, soprattutto, della divulgazione dei contenuti del piano comunale di protezione civile il più possibile massiccia, a cominciare dalle scuole dell’obbligo”. E’ quanto evidenzia il presidente di Idea Liberale, Giuseppe Scuderi, che, nell’esprimere il proprio ringraziamento agli operatori comunali e privati della protezione civile che si sono prodigati, durante l’evento sismico dei giorni scorsi, a garantire un’assistenza alla popolazione di Vittoria e di Scoglitti che potesse essere all’altezza della situazione, evidenzia quali sono le carenze. “La protezione civile comunale – spiega – ha intanto bisogno di una sede che consenta alla stessa di riunirsi in un luogo adeguato, ma anche di altri mezzi operativi, nonché di divise e supporti tecnologici come le radio che, in caso di calamità naturali, diventano un mezzo fondamentale di comunicazione. Ci vogliono, insomma, aiuti economici di un certo tipo e perché ciò accada è indispensabile sollecitare nella maniera più opportuna, deve farlo il Comune, la Regione e, in particolare, il Dipartimento di protezione civile. Ci piace sottolineare come, in occasione dell’evento sismico dei giorni scorsi, il dirigente comunale si sia dato da fare, affiancando il resto del personale, a verificare che cosa era accaduto sul territorio nonché la solidità statica degli edifici più a rischio. Un bel segnale. Così come sarebbe un bel segnale impegnarsi per diffondere il più possibile tra i cittadini – prosegue Scuderi – i contenuti principali di un piano comunale che stabilisce gli obiettivi da conseguire, per dare un’adeguata risposta ad una qualsiasi situazione d’emergenza, e le competenze dei vari operatori”. Il piano di protezione civile è un documento che, tra l’altro, identifica il personale, l’equipaggiamento, le competenze, i fondi e altre risorse disponibili da utilizzare durante le operazioni di risposta; identifica le iniziative da mettere in atto per migliorare le condizioni di vita degli eventuali evacuati dalle loro abitazioni. “Si tratta di un documento che deve essere in continuo aggiornamento – aggiunge Scuderi – e che deve tenere conto dell’evoluzione dell’assetto territoriale e delle variazioni negli scenari attesi. Anche le esercitazioni contribuiscono all’aggiornamento del piano perché ne convalidano i contenuti e valutano le capacità operative e gestionali del personale. L’ultimo aggiornamento del nostro piano comunale risale al novembre del 2016. Quindi, sono già oltre quattro anni. E, in ogni caso, è opportuno che, divulgando i contenuti dello stesso, si proceda a un’azione di sensibilizzazione nei confronti della popolazione affinché sempre più volontari possano condividere questo percorso che consente di avere chiare le modalità operative quando si verifica una calamità o una emergenza. Un’azione di sensibilizzazione soprattutto nei confronti dei giovani per fare in modo che gli stessi possano approcciarsi sempre più a questa possibilità di supportare la popolazione in caso di bisogno”.

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