
Si è tenuta questa mattina anche a Ragusa, nonostante il maltempo, la manifestazione di protesta indetta delle segreterie generali provinciali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa in adesione allo sciopero nazionale di tutto il personale dipendente degli enti e delle amministrazioni, a cui si applicano i contratti collettivi nazionali del personale dei Comparti e delle Aree delle funzioni centrali, delle Funzioni locali e della Sanità e quindi anche del personale destinatario del contratto collettivo della Regione Siciliana. Il sit-in in piazza Matteotti (intesa piazza Poste), svoltosi nel rispetto delle prescrizioni sul distanziamento sociale e delle misure anticontagio, nel contesto dello sciopero generale che durerà per tutta la giornata. Il personale che aderisce all’agitazione si è astenuto dal lavoro per l’intero turno programmato per la stessa giornata. “Il permanere dell’assenza di risposte da parte del Governo alle richieste formulate – hanno sottolineato le sigle sindacali nell’illustrare i motivi della protesta – si unisce all’assenza, ad oggi, di misure straordinarie e a un piano generalizzato in tutte le amministrazioni pubbliche dello Stato, degli enti locali e della sanità di assunzioni in tempi rapidi, volte a colmare le gravi carenze di organico che insistono nelle pubbliche amministrazioni dei comparti summenzionati, anche in relazione alle necessità imposte dall’emergenza pandemica e dalla crisi economica. E’ stato constatato, in particolare, che nel disegno di legge di bilancio non sono previste risorse finanziarie sufficienti per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro del personale dei comparti e delle aree delle Funzioni centrali, delle Funzioni locali e della Sanità (necessarie per completare il recupero salariale di quanto perso nel precedente decennio di blocco contrattuale; per garantire il consolidamento in busta paga dell’elemento perequativo previsto nei Ccnl 2016/2018; per valorizzare la professionalità del personale delle pubbliche amministrazioni attraverso la riforma degli ordinamenti e dei sistemi di classificazione, anche al fine di migliorare l’organizzazione del lavoro e l’efficienza delle pubbliche amministrazioni; per incrementare i fondi per la contrattazione integrativa ed aggiornare il sistema indennitario, rimuovendo i vincoli normativi ad oggi esistenti)”.
“La legge di Bilancio deve migliorare il paese – è stato chiarito ancora – e fare ripartire l’economia. Una pubblica amministrazione più capace e moderna serve al paese. Rinnovare i contratti pubblici e assumere più giovani e professionisti qualificati migliora la pubblica amministrazione e il paese. Curiamoci di chi ci cura, non ricordiamoci di lavoratori pubblici solo nelle emergenze ma riconosciamo il loro lavoro”. Sono state queste le altre rivendicazioni che hanno caratterizzato la giornata di sciopero per il rinnovo della pubblica amministrazione all’insegna dello slogan “Rinnoviamo la Pa, sicurezza-assunzioni-contratti”.