La drammatica diaspora del popolo venezuelano..di Giannino Ruzza

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Senza un centesimo e un tozzo di pane in tasca, stanno sfidano le correnti dei fiumi, il clima rigido delle Ande pur di eludere i controlli della polizia. E’ il dramma che stanno vivendo migliaia di venezuelani, che cercano di lasciare la Colombia per far ritorno alle proprie case. Avevano lasciato il Venezuela prima dello scoppio della pandemia in cerca di una vita migliore oltreconfine. “Stiamo camminando giorno e notte da 12 giorni, patendo fame, freddo, contando i giorni e confidando in Dio” ha detto José Sáenz, 42 anni, padre di cinque figli che ha lasciato lo stato di Anzoátegui in Colombia con l’intenzione di ritornare a casa nella città di Pereira, dove prima della pandemia lavorava come muratore. Il migrante ha riferito mentre procedeva a piedi con la famiglia e altri venezuelani a una giornata di cammino dalla città di Bucaramanga dove spera di riposarsi prima di riprendere il cammino di almeno due settimane verso Pereira. Secondo Migration Columbia oltre 150mila  venezuelani hanno affrontato negli ultimi mesi il difficile viaggio di ritorno in patria. Impossibile per le forze armate controllare i 2219 mila chilometri di confine che separano la Colombia dal Venezuela. Il generale dell’esercito Marco Evangelista Pinto, ha detto che solo al confine del dipartimento di Norte de Santander con il Venezuela ci sono circa 53 attraversamenti illegali, il che rende molto difficile il controllo dell’immigrazione. “Ritornano con bambini, donne incinte, anziani; se vengono individuati, scappano e cercano altri posti per attraversare il confine, ha detto l’ufficiale. L’autorità per l’immigrazione e le forze armate stimano che 300 venezuelani attraversino ogni giorno il confine, correndo grandi rischi per le esondazioni dei fiumi nella stagione delle piogge e per la presenza di gruppi armati illegali. Negli ultimi anni, la Colombia è diventata la seconda patria di oltre 1,7 milioni di venezuelani fuggiti dalla gravissima crisi politica, economica e sociale in cui è precipitato il paese governato dal presidente socialista Nicolás Maduro. “Secondo la stima fatta da Migración Colombia, l’80% dei venezuelani rientrerà nel territorio nazionale, ma lo farà con uno o due figli in più”, ha detto il direttore Juan Francisco Espinosa. Gran parte degli emigrati sopravvivevano vendendo bibite e mendicando per le strade di Medellin, Bogotà, Calì, Barraquilla, altri erano impiegati nell’edilizia, nella ristorazione o consegna di cibo a domicilio. Adesso con le stringenti misure di isolamento preventivo attuate dal governo di Ivan Duque Marquez, le strade sono ritornate vuote e con gli abitanti delle città chiusi in casa, migliaia di venezuelani sono costretti a lasciare il Paese.

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