La multa arriva via Pec (Posta elettronica certificata)

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Adesso le multe possono arrivare a mezzo PEC. Ma per essere valide devono presentare determinati contenuti. A tal proposito, il decreto rammenta che la PEC deve indicare nell’oggetto la dicitura: “atto amministrativo relativo ad una sanzione amministrativa prevista dal codice della strada”. Inoltre, deve contenere in allegato alcuni specifici documenti. Tra questi, abbiamo: la relazione di notifica su documento informatico separato, che deve essere sottoscritto con firma digitale. Inoltre, devono essere riportate la denominazione esatta e l’indirizzo dell’amministrazione che ha provveduto alla spedizione dell’atto. All’interno deve essere contenuto anche il nome del responsabile del procedimento di notificazione o di chi ha curato la redazione della notifica. Inoltre, va indicato l’indirizzo e il numero di telefono dell’ufficio presso il quale si può esercitare il diritto di accesso. Ulteriormente, è necessario che risulti l’indirizzo PEC destinatari di notifica degli atti e l’elenco da cui è stato estratto. Dev’ essere, inoltre, allegata una copia per immagine del verbale di contestazione, in cui compaia l’attestazione di conformità all’originale, che dovrà essere sottoscritta con firma digitale.

Chiarimenti del Ministero dell’Interno

Il Ministero dell’Interno, nella circolare 300/A/4027/20/127/9 dell’8 giugno, ha introdotto taluni chiarimenti in materia di notifica delle multe a mezzo PEC. Quindi, alla domanda: si possono notificare le multe a mezzo PEC, si risponde di sì ma con dei limiti. A tale scopo, infatti, si richiedono particolari accorgimenti quando il veicolo, con cui è stata commessa la violazione, è intestato ad una persona fisica e non ad un’impresa. Quindi, a fronte dell’interrogativo, il Ministero dell’Interno ha specificato che sono bandite le ricerche indiscriminate della persona fisica, partendo dal Codice Fiscale. Infatti, questa ricerca nulla dice circa le concrete modalità di utilizzo del veicolo. Il Ministero, in particolare, ha dato seguito alla richiesta proveniente dal Garante per la Protezione dei Dati Personali, che ha chiesto di intervenire sull’argomento.

g.r.

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