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Un master plan in 12 punti della Cisl per la provincia di Ragusa

La Cisl punta al dopo emergenza. E lo fa presentando un master plan in 12 punti. Un vero e proprio piano che parta dalla fase 2 ma vada oltre la fase 2. L’iniziativa voluta dalla Cisl Sicilia e dal segretario regionale Sebastiano Cappuccio è stata adattata, su scala territoriale, dal segretario della Cisl Ragusa Siracusa, Vera Carasi. “E’ necessario – sottolinea quest’ultima – un colpo d’ala. Senza una visione, ripartire sarà come navigare a vista”. Le analisi e le proposte, punto per punto, riguardano anche la provincia di Ragusa con riferimento a infrastrutture, lavoro, salute e sicurezza, sanità e medicina del territorio, welfare, istruzione e formazione, turismo e beni culturali, ambiente, agroalimentare, pubblica amministrazione, edilizia, industria.
“Abbiamo bisogno, come dice il nostro segretario regionale Cappuccio – aggiunge il segretario Carasi – di un patto sociale e per il lavoro, modello “ponte Morandi”, che getti le basi dell’architettura del prossimo futuro, sui fronti sociale, dello sviluppo, della semplificazione burocratica, della modernizzazione. Non è sbagliato neppure pensare, su scala territoriale a un tavolo permanente di confronto tra istituzioni e parti sociali, per definire accordi, obiettivi, tempi e risorse. La Cisl c’è. Ma assieme dovremmo individuare priorità e settori sui quali indirizzare risorse e investimenti per organizzare la fase 2. Ma puntando al dopo fase 2”. La Cisl chiede, anche per la provincia di Ragusa, l’accelerazione dell’entrata a regime delle Zes, le Zone economiche speciali. Ma non solo. Servono incentivi selettivi agli investimenti privati, all’innovazione e alla creazione di occupazione produttiva. Queste, punto per punto, le sollecitazioni che arrivano dalla Cisl per l’area iblea.
Le infrastrutture. La Sicilia ha necessità del “modello Morandi” per sbloccare opere per più di 12 miliardi. Nell’area iblea l’attesa è per il completamento dell’autostrada Rosolini-Modica e per l’avvio dei lavori della Ragusa-Catania. Serve semplificare e accelerare.
Il lavoro. Per far fronte alla crisi più devastante dal dopoguerra, gli ammortizzatori sociali devono essere estesi. E l’assegno di ricollocazione va erogato a tutti i disoccupati, non solo ai percettori del reddito di cittadinanza.
Salute e sicurezza. Per la Cisl, l’attuazione del protocollo nazionale sul contrasto alla diffusione del virus nei luoghi di lavoro, sottoscritto il 14 marzo e integrato il 24 aprile, è imprescindibile. Idem riguardo all’intesa regionale del 19 marzo.
Medicina del territorio e integrazione sociosanitaria. Mai più, afferma la Cisl, scure sulle politiche per la salute. Per il sindacato, «va adeguata e riqualificata» la rete ospedaliera del territorio ibleo. E anche per questo le risorse del Mes senza condizionalità, «a una realtà come la nostra, farebbero molto comodo». Inoltre, va ridisegnata la medicina del territorio restituendo nuova centralità ai medici di famiglia.
Un nuovo welfare. «Desideriamo – puntualizza la Cisl – un sistema di welfare universale, solidale, inclusivo e sussidiario, che abbia al centro chi è più fragile: famiglie povere, minori e giovani, persone anziane, disabili, i non autosufficienti, i malati cronici».
Scuola e formazione. «Riorganizzare subito le attività scolastiche, dei nidi e delle scuole dell’infanzia, per essere pronti a settembre», rimarca la Cisl sollecitando «investimenti in ristrutturazione e adeguamento dell’edilizia scolastica, con misure a integrazione di quelle nazionali».
Il turismo e i beni culturali. Il piano Cisl propone interventi che vadano al di là dell’emergenza e che tengano conto dell’elevatissimo numero di stagionali per i quali il lavoro per quest’anno è compromesso.
L’ambiente. Per la Cisl è fondamentale «mettere a sistema, anche attraverso una struttura di coordinamento, il lavoro dei forestali, dei consorzi di bonifica e dell’Ente di sviluppo agricolo (Esa)». Ma il sindacato chiede anche di puntare sui boschi esistenti sul territorio ibleo e sulla loro manutenzione per attivare sistemi virtuosi di economia circolare.
L’agroalimentare. «Promuoverne lo sviluppo – insiste la Cisl – facendo leva sulle risorse non spese della programmazione 2014-2020 ma evitando finanziamenti a pioggia e canalizzando semmai gli interventi su produzioni con alto valore aggiunto».
Sburocratizzare. «Pensiamo a una pubblica amministrazione efficiente, snella, semplificata. E che garantisca i livelli essenziali dei servizi». Per questo c’è bisogno di riorganizzazione e di «potenziare gli organici con un piano di assunzioni stabili».
Sbloccare i cantieri. «Tenendo conto delle raccomandazioni delle autorità sanitarie nazionali e regionali, dei protocolli sottoscritti e sulla base di un largo uso dei dispositivi di protezione individuale (Dpi), chiediamo – insiste la Cisl – che la ripartenza dei cantieri interessi tutti, soprattutto quelli di piccole dimensioni, privati e pubblici». Inoltre, va ridotto drasticamente il numero delle stazioni appaltanti.
Una nuova politica industriale. La Cisl sollecita, anche per la provincia di Ragusa, una nuova politica «basata sulla sostenibilità sociale e ambientale, che tenga conto della rivoluzione digitale in corso e della necessaria riconversione ecologica». Un indirizzo che getta il cuore oltre l’ostacolo dell’emergenza.

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