“Confronto” Modica su immigrazione e limiti al Pronto Soccorso

Con riferimento al difficile e controverso problema dell’accoglienza di migliaia di migranti all’hotspot di Pozzallo e alla destinazione d’uso della importante struttura portuale, l’associazione Confronto nel raccogliere e fare proprie le giustificate preoccupazioni della comunità provinciale, ritiene doveroso proporre, alcune riflessioni utili da articolare serenamente nel contesto di un sereno dibattito, al di là di qualsiasi posizione di parte che serve solo a separare, anziché agevolare percorsi costruttivi. Se, in nome della legge di Dio e degli uomini, è dovere di tutti salvare vite umane in mare, è anche vero che nessuno può immaginare di risolvere l’epocale problema della mobilità forzata di migliaia di persone, fingendo di non sapere che la fuga di queste persone è organizzata, gestita e manipolata da una rete di potenti organizzazioni criminali di livello internazionale. Fatta questa doverosa premessa, con riferimento agli arrivi a Pozzallo via mare, ma, come purtroppo succede da alcune settimane a questa parte anche via terra, afferma il Presidente di “Confronto” Enzo Cavallo, occorre occuparsi con urgenza dell’aspetto sanitario e organizzativo di questi continui arrivi che, obiettivamente, non possono non rappresentare grave e motivata preoccupazione per quanto riguarda la più volte evidenziata inadeguatezza delle strutture sanitarie. Il continuo trasferimento di migranti a Pozzallo sta assumendo proporzioni allarmanti per tutto il comprensorio e non solo per la città marinara che, oltretutto, non dispone di alcuna adeguata struttura sanitaria per affrontare una emergenza senza fine. La notizia riguardante la decisione di far arrivare a Pozzallo una seconda nave(la prima è stata piazzata nei pressi del porto di Palermo) a bordo della quale sistemare in quarantena i migranti, contrariamente al compiacimento formale espresso da qualcuno che, sicuramente, non ha avuto il tempo di riflettere sulle gravi conseguenze di questa scelta imposta dall’alto, non può non preoccupare. Non è possibile accettare l’idea che tutti i migranti in fuga verso l’Europa finiscano di fatto in Sicilia, soggiornando e facendo quarantena sul nostro territorio, fermo restando che, per quanto riguarda le molteplici esigenze sanitarie, occorre di volta in volta fare ricorso all’ospedale di Modica.
Ora, considerato che il Pronto Soccorso della città della Contea risulta essere, nonostante l’impegno del primario e del personale medico ed infermieristico, assolutamente inadeguato ad assolvere come dovuto alle necessità dei residenti del vasto comprensorio di competenza, va da sé che, quando scatta l’allarme di un nuovo sbarco, i tempi di attesa per i pazienti locali diventano intollerabili. Ma c’è di più. Per affrontare l’emergenza Coronavirus è stato fatto il possibile in provincia per organizzare un numero di posti letto di terapia intensiva e, nel contempo, è stato deciso di scegliere l’ospedale Maggiore di Modica quale Covid-Hospital. Inutile ribadire, a questo punto, che c‘è di che essere veramente preoccupati per quello che potrebbe succedere in qualsiasi momento con l’arrivo di persone provenienti da altre nazioni senza alcuna certificazione medica. “Confronto”, ritiene altresì giusto e doveroso che il sindaco di Pozzallo, considerato che il problema migranti riguarda l’intera provincia, venga aiutato e sostenuto dagli altri undici colleghi e da quanti hanno il dovere a qualsiasi titolo di tenere conto della pressione eccessiva cui è sottoposta la città di Pozzallo e la provincia di Ragusa per decisioni inopinatamente prese dai Palazzi romani, senza rispetto alcuno nei confronti della nostra realtà territoriale e senza tenere conto dei limiti organizzativi del pronto soccorso di Modica.

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