
Oltre ventimila interventi in totale per casi di coronavirus sospetti o conclamati. È il bilancio relativo ai trasporti effettuati dai mezzi di soccorso della Seus in Sicilia dal primo marzo al 26 aprile. Nel bacino di Catania-Siracusa-Ragusa sono stati 7.662, poco meno di un quarto per l’area iblea. Sono i dati del report, curato da Giuseppe Lombardi, responsabile del Servizio di Prevenzione e protezione della società consortile che cogestisce il servizio di emergenza-urgenza in Sicilia, che tiene conto dei trasporti relativi ai codici di tipo respiratorio ed inerenti a stati febbrili dichiarati e comprende anche i trasferimenti dei pazienti contagiati dalle Rsa ai centri Covid. Non sono considerati, invece, gli interventi nei quali il codice di identificazione è mutato all’arrivo al Pronto soccorso, una casistica che si stima possa incidere tra il 13 e il 16 per cento del totale dei casi gestiti dalla Seus nel periodo indicato. “Merita tutta la considerazione da parte della nostra cittadinanza – sottolinea il consigliere comunale Carmelo Anzaldo – un’attività così certosina che ha saputo coniugare spirito di sacrificio e notevole professionalità. Ringraziamo in modo particolare il Rspp Lombardi per i dati forniti che si commentano da soli. Parlo a ragion veduta e posso affermare senza tema di smentita che il sistema di emergenza-urgenza 118 sta assicurando in tutto il territorio locale, la città di Ragusa ma anche il resto della provincia, un servizio efficiente e tempestivo, a maggior ragione nel contesto di una pandemia che non ha precedenti. Inoltre, c’è anche l’utilizzo di una tecnologia di rilievo che, da metà marzo, ha consentito di dimezzare i tempi necessari per la sanificazione delle ambulanze: tutto ciò grazie alla dotazione di un sistema ad azione fotocatalitica, con 30 sanificatori ad azione combinata tramite lampade Uv e lampade germicide all’interno delle unità di purificazione d’aria”.





