
RAGUSA. Giuseppe Panascia era aggressivo, violento e avrebbe picchiato la moglie. Lo hanno ammesso le figlie, Danila e Stefania, testimoni del piemme Giulia Bisello, nel processo che vede l’uomo ragusano accusato dell’omicidio della moglie, Maria Zarba, 66 anni, uccisa l’11 ottobre del 2018 nella sua abitazione di Via Giambattista Odierna, a Ragusa. Il processo si celebra davanti alla Corte d’Assise. Le due testi hanno detto che il padre aveva un carattere aggressivo, violento, e di averlo visto da piccole, picchiare la madre. I genitori avevano un rapporto conflittuale e litigavano spesso tra di loro. La sera dell’omicidio, la vittima aveva inviato un sms alla figlia Stefania scrivendole che aveva nuovamente litigato col padre. “Oggi ha gli occhi di un diavolo”, aveva scritto ancora. Giuseppe Panascia, 75 anni, difeso dagli avvocati Irene Russo ed Enrico Platania, è accusato di omicidio aggravato ma si è sempre dichiarato innocente. Il corpo privo di vita di maria Zarba fu trovato dal nipote Giuseppe Panascia(omonimo del presunto omicida). Le figlie sono parti civili con l’avvocato Fabrizio Cavallo. Il processo riprenderà il 10 marzo.