Anffas Onlus Modica: “Carta dei servizi per chi?”

Il 15 Gennaio il Comune di Scicli si è dotato di una Carta dei Servizi. Lo scopo è quello di dare una risposta concreta ai bisogni delle fasce più deboli della comunità fornendo tutte le informazioni necessarie sulle attività socio-assistenziali comunali.

L’intento è sicuramente lodevole, perché chiara è la volontà dell’amministrazione di improntare i rapporti tra amministrazione e cittadini all’insegna della chiarezza e della trasparenza. “Tuttavia, l’Anffas onlus di Modica – spiega il presidente Giovanni Provvidenza  – annovera tra i suoi soci diversi residenti del Comune di Scicli e, da quanto ci viene riportato, non sempre vi è perfetta corrispondenza tra bisogno e servizio, quanto meno per quel che riguarda la disabilità intellettiva e/o relazionale.

Se un certo numero di ragazzi con disabilità intellettiva è “costretto” a frequentare un centro socio-educativo in una città diversa dalla propria (altrettanti sono in lista d’attesa) è perché, evidentemente, c’è una rilevante fetta di persone il cui bisogno non trova risposta tra i servizi offerti dal proprio comune. E la nuova carta dei servizi conferma nuovamente questa lacuna, perché in nessun caso si prevedono centri socio-educativi per persone con disabilità o, in alternativa, luoghi in cui terminata la fase scolastica queste persone diventate ormai adulte possano sperimentarsi e apprendere competenze volte a renderli autonomi ed emanciparli, per quanto possibile, dal contesto familiare”.

Anche dalla lettura della Carta dei servizi quello che si evince è che, per le persone con disabilità intellettiva, si pongono due sole alternative: o l’istituzionalizzazione o la mera assistenza domestica.

“Quello che ci chiediamo, e che chiediamo all’amministrazione è se, secondo loro, i bisogni di una persona con disabilità possano essere soddisfatti semplicemente tramite il sostegno materiale (economico e domestico). Dato che la risposta negativa è scontata, ci chiediamo ancora come il comune pensi di dare risposta ai bisogni formativi, educativi, relazionali e abilitativi di cittadini che, in assenza di queste risorse nel proprio territorio, saranno sempre costrette ad andare altrove.

Infine, un’ultima considerazione riguarda il senso civico dei cittadini e la necessaria attenzione alle barriere architettoniche che molte volte sembrano invisibili agli occhi dei “normodotati”. Un amico della nostra associazione con disabilità fisica si è trovato letteralmente “intrappolato” nel centro storico: da un lato i lavori in corso, dall’altro un SUV, in pieno attraversamento pedonale. Da quel che il nostro amico ci racconta non è la prima volta, e probabilmente non sarà l’ultima. Peccato che in quel momento non sia arrivato nessun vigile o nessun ausiliario del traffico, sempre così solerti nel multare i trasgressori (anche quando si tratta del pulmino di un’associazione di persone con disabilità, che ha portato i propri ragazzi a visitare le bellezze di Scicli)”.

 

 

 

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