Biometano a Modica, l’Azienda: “L’impianto servirà a difendere il territorio dall’inquinamento”

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“Stop alle falsità, l’impianto servirà a difendere il territorio dall’inquinamento”. Lo dichiara la società “Biometano Ibleo” a seguito delle polemiche delle ultime settimane sulla costruzione di un impianto di produzione di biometano dagli scarti dell’agricoltura in territorio di Modica.

“Prendiamo atto senza alcuna preclusione, come avvenuto in occasione del consiglio comunale in seduta pubblica, della grande vitalità del dibattito pubblico nelle comunità di Modica e Pozzallo circa il nostro progetto da realizzarsi in contrada Bellamagna-Zimmardo. Le ragioni di chi, anche aspramente, protesta oppure solleva dubbi sono, come sempre, legittime e trovano, nella nostra azienda, un interlocutore pronto a recepire se necessario, le indicazioni di attivisti ed esponenti locali. Ugualmente vero è, tuttavia, che il confronto fra tutti gli attori del comprensorio deve mantenersi sempre sul piano di costruttiva valutazione di dati e istanze, al solo fine della tutela degli interessi del territorio e dei cittadini. Se, invece, la costruzione di un impianto di biometano – che, come stabilisce la legge, non grava né sull’ambiente né sulla salute dei cittadini – deve diventare il pretesto per la diffusione di falsità che sconfinano pericolosamente nell’allarmismo, ecco che allora è proprio il diritto delle persone a essere tutelate e informate a venire sacrificato.
A leggere le prese di posizione di alcuni esponenti politici locali, purtroppo, temiamo di trovarci in quest’ultima circostanza. Occorre allora ribadire come il progetto avanzato dalla nostra società, autorizzato ai sensi di legge dal Comune di Modica, rappresenta una garanzia di difesa dall’inquinamento, non una causa come qualcuno tenta di far credere, nonché un’opportunità di sviluppo da non perdere. Lo dicono i fatti, lo suggerisce il buon senso se si guarda alla realtà produttiva della provincia di Ragusa, la locomotiva della Sicilia. Proprio nel territorio dove la vocazione agricola raggiunge l’eccellenza, peraltro ad alta concentrazione di imprese dedicate all’allevamento, l’emergenza del riscaldamento globale impone di trovare soluzioni per il recupero e la valorizzazione degli scarti dell’agroindustria. Al momento, infatti, in Sicilia risorse come il pastazzo e il siero escono dal ciclo produttivo diventando una minaccia per l’ambiente, per i suoli, ma soprattutto un pesante costo di smaltimento che, senza che questo venga esplicitato, viene posto a carico dei cittadini attraverso le salatissime tasse sui rifiuti.
Ecco perché, allora, il territorio di Modica e Pozzallo ha oggi l’opportunità di fare da apripista di un processo di innovazione agricola e imprenditoriale che la nostra Isola è ormai obbligata a intraprendere. Lo smaltimento dei rifiuti, i timori per la salute della gente o per il paesaggio, niente hanno a che vedere con la costruzione di un moderno impianto di produzione di biometano alimentato dagli scarti dell’agricoltura, non da rifiuti o chissà quale stranezza. Un impianto che, così come stabilito dalla legge e soprattutto grazie al contributo progettuale dei massimi esperti nazionali del settore, rientra a pieno titolo nel novero delle attività più idonee per un’area agricola come contrada Bellamagna-Zimmardo. Una località che oggi si trova davanti una prospettiva di sviluppo ecosostenibile che rafforzerebbe l’intera economia locale, attraendo ulteriori investimenti e opportunità di lavoro”.
Nelle prossime settimane, come richiesto da diversi attori del territorio, la società “Biometano Ibleo” sarà impegnata in una campagna informativa di ampio respiro e di interlocuzione aperta e trasparente con le comunità.

3 Commenti

  1. Ma davvero questi Signori Leocata pensano che siamo tutti coglioni?
    lo sviluppo del territorio…mi sa che questa l’ho già sentita…
    Fatelo l’impianto, ma fatelo nella zona industriale.

  2. Sostenere che un impianto industriale la cui realizzazione comporta la totale estirpazione della coltura attuale e dei manufatti esistenti, la escavazione e profonda alterazione del profilo naturale dei terreni e la loro pressoché completa impermeabilizzazione, rientra a pieno titolo nelle attivitá piú idonee per un’area come quella di Zimmardo-Bellamagna é come sostenere che un elefante può entrare in negozio di porcellane solo perché non c’é un cartello all’ingresso che lo vieta esplicitamente.
    Sulla legalitá dell’ “autorizzazione ai sensi di legge” ci sono parecchi dubbi, a cominciare dal mancato coinvolgimento della Soprintentendenza nel processo a cui ora si cerca tardivamente di rimediare e un ricorso pendente al TAR. Vedremo.

  3. Intanto l’azienda potrebbe cominciare questa attività di informazione aprendo un proprio sito internet. Poi possono stare tranquilli, non aspettavamo nessuno dal nord che venisse a darci queste grandi opportunità.
    Noi vorremmo vivere di turismo e sana agricoltura, magari preservando le nostre zone agricole e paesaggistiche, senza bisogno di mega impianti “odorigeni”

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