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Ragusa. Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, numerosi spunti sono arrivati dal seminario formativo

Interessante, stimolante oltre che di stretta attualità con riferimento alle problematiche ambientali relative al conferimento dei rifiuti. Questi gli esiti del seminario formativo avente per oggetto “Il nuovo decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49. Attuazione della direttiva 2012/19/Ue sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee). Le iscrizioni all’albo nelle categorie 2-bis e 3-bis” tenutosi giovedì scorso nei locali della Camera di Commercio di Ragusa. Un seminario molto tecnico con la presenza degli operatori del settore chiamati ad adeguarsi alle nuove indicazioni normative. I lavori sono stati aperti da Giuseppe Napolitano, presidente Cna Installazione impianti Sicilia mentre a fare gli onori di casa è stato Giovanni Passalacqua dell’ente camerale. Sono poi intervenuti Sebastiano Battiato, presidente regionale Cna Sicilia, Antonio Terribile, ispettore superiore della polizia provinciale, Giuseppe Cascone, vicepresidente nazionale Cna, e Claudio Conti di Legambiente. Erano presenti anche Giuseppe Santocono, presidente territoriale Cna Ragusa, e Giovanni Brancati, segretario territoriale Cna. Gli interventi programmati sono stati tenuti da: Maurizio Morvillo, componente della segreteria della sezione regionale Albo gestori ambientali, che ha fatto il punto sulla normativa Raee oltre a delinearne gli effetti e a tracciare le definizioni e le classificazioni delle apparecchiature elettriche ed elettroniche, puntando, inoltre, i riflettori anche sull’iscrizione all’albo nella categoria 3-bis; Giovanni Dolce, segreteria sezione regionale Sicilia albo gestori ambientali, il quale si è occupato dell’iscrizione al trasporto dei rifiuti in conto proprio e dell’iscrizione all’albo nella categoria 2-bis. Inoltre, Vittorio Schininà, responsabile regionale Cna Installazione impianti Sicilia, ha affrontato le opportunità esistenti soffermandosi sull’analisi dei problemi ancora aperti. E’ emerso, nel corso del dibattitto, come le piccole e medie imprese, ancora oggi, siano costrette a fare i conti con una scarsa informazione. Insufficienti, poi, per dare risposta alle esigenze degli operatori, sono i Centri comunali di raccolta, specialmente per i Raee. Mentre ci si accorge che l’impresa è costretta a rimanere sola a espletare gli adempimenti non semplificati. I relatori hanno invocato la necessità di accordi di programma da sviluppare a livello territoriale. Infatti, si è preso atto di come la politica territoriale non riesca a trovare un adeguato coordinamento sull’aspetto in questione e, per tale ragione, è fondamentale approfondire ulteriormente la delicata tematica.

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