Condannato a quattro anni e otto mesi di reclusione dal Gup del Tribunale di Ragusa, Ivano Infarinato, con varie interdizioni, a conclusione del processo celebrato con il rito abbreviato per l’accusa pesantissima di violenza sessuale nei confronti di una minorenne. L’imputato è un ragusano quarantenne, patrigno della vittima, difeso dagli avvocati Enrico Platania e Luigi Stamilla, ed è accusato di violenza sessuale aggravata e reiterata nel tempo. Il pubblico ministero, Francesco Riccio, aveva chiesto la pena di sei anni. La madre della minore si era costituita parte civile con l’avvocato Simona Cultrera.
La piccola, dopo anni violenze inaudite, si era confidata con le insegnanti in un momento di sconforto. Le professoresse prontamente avevano avvisato la Squadra Mobile.
Il racconto particolarmente duro della bambina era stato raccolto in un verbale, assistita da una psicologa durante tutte le fasi dell’indagine.
L’attività investigativa si era è protratta per mesi e aveva permesso di raccogliere, tramite intercettazioni e audizioni di persone informate sui fatti, gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato.
Anche per gli investigatori era stato particolarmente difficile, in questa occasione più che in altre, condurre le indagini stante la gravità di quanto denunciato dalla piccola e quanto emerso durante l’attività investigativa a riscontro delle sue dichiarazioni.
Le violenze denunciate sarebbero iniziate quando la piccola aveva solo 6 anni, proseguendo per diversi anni fino al giorno in cui la vittima aveva trovato la forza di chiedere aiuto.
Il Gup ha disposto il pagamento di una provvisionale di 20 mila euro in favore della parte offesa.