HUMANITAS…di Pierpaolo Galota. Cambio di denominazione per l’Archivio segreto vaticano

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Dopo quattrocento e più anni di vita l’Archivio segreto vaticano cambia la sua denominazione in Archivio apostolico vaticano, ma certamente non cambia la sua identità, funzione e missione. La scelta di cambiamento è stata fatta direttamente da Papa Francesco, attraverso una lettera apostolica in forma di Motu proprio, al fine di superare i possibili fraintendimenti legati al termine “segreto visti i continui mutamenti semantici.

L’Archivio Segreto Vaticano è uno dei più importanti centri di ricerche storiche al mondo, da sempre al servizio della Santa Sedee del Romano Pontefice. Si tratta di una delle più antiche e importanti istituzioni, al suo interno è possibile un grande patrimonio documentario, a cui attingono studiosi da ogni parte del mondo. L’Archivio non è solo una struttura al servizio dellaChiesa cattolica e ma anche della cultura universale.

La modifica non è stata fatta a caso, nella lettera che  segnal’inizio del nuovo nome per l’archivio il Papa spiega le motivazioni, sottolineando soprattutto la preziosità di questa antica istituzione. Il termine secretum era stato scelto, a suo tempo, con un preciso significato; stava ad indicare “l’archivio privato, separato e riservato” del Pontefice, nato per volere di Paolo V nel 1612. Questa indicazione si è sempre continuata nel tempo, sia dai Pontefici che dagli studiosi che l’hanno frequentato.

È lecito domandarsi, dunque, come mai Papa Francesco ha voluto apportare questa modifica? La risposta non va ricercata in chissà quale trama di palazzo, a cui subito molti malpensanti avranno fatto qualche allusione sentendo parlare di “segreto”. La risposta, invece, va legata all’uso moderno della lingua e specialmente ai mutamenti semantici che nel tempo si sono susseguiti. Nella lettera il Pontefice afferma che fino a quando il legame tra lingua latina e lingue da essa derivato era stretto non c’è stato bisogno “di spiegare o addirittura di giustificare tale titolo di Archivumsecretum”. Le lingue moderne, però, sono molto soggette aicambiamenti semantici, e soprattutto la cultura e le sensibilità sociali, hanno nel tempo dato unaccezione negativa al termine “secretum” accostato all’Archivio vaticano. E così il vero significato di “secretum (attribuito all’Archivio varicano) si è perso piano piano, perché al termine segreto il più delle volte si è data l’accezione di nascosto, argomento da non rivelare, riservato a pochi. Tutto il contrario di quello che è la natura dell’Archivio segreto vaticano.

Per ovviare al problema semantico, e soprattutto per spegnere una volta per tutte l’accezione negativa, il Papa attuale ha pensato bene di cambiare un aggettivo, da segreto ad apostolico, così da mettere più in risalto la missione di questa istituzione, mettendo in evidenza “lo stretto legame della Sede romana con l’Archivio, strumento indispensabile del ministero petrino”. La scelta di apostolico sottolinea anche “l’immediata dipendenza dal Romano Pontefice, così come già avviene in parallelo per la denominazione della Biblioteca apostolica vaticana”.

L’Archivio apostolico vaticano è uno scrigno di tesori, la sua sede fisica si estende per 85 km, in un locale di due piani, sotto il Cortile della Pigna, situato nei Musei Vaticani. Al suo interno è conservato uno dei più grandi patrimoni documentari, copre infatti un arco cronologico molto ampio, circa dodici secoli (VIII-XX). Al suo interno oltre ai documenti pontifici, molto importanti e significativi per la storia dell’occidente, si trovano archivi di diverse istituzioni pubbliche e private. Certamente l’archivio, vista la sua natura riservata, non è stato sempre di facile accesso fin dall’inizio della sua attività nel 1600; ma nel 1881 con Leone XIII l’Archivio si è aperto agli studiosi, divenendo così un centro di ricerca molto importante nel mondo.

Oggi l’Archivio continua la sua secolare missione di tutelare il patrimonio documentario attraverso la conservazione e la salvaguardia dei testi, e la valorizzazione della memoria storica della millenaria attività svolta dalla Chiesa nel mondo. L’archivio ogni anno è raggiunto da circa 1500 studiosi provenienti da ogni parte del pianeta.

Papa Francesco in suo discorso agli officiali dell’Archivio ha affermato: “la Chiesa non ha paura della storia, anzi, la ama, e vorrebbe amarla di più e meglio, come la ama Dio”.  L’Archivio apostolico vaticano è la manifestazione dell’amore della Chiesa per la storia e per la cultura. Dal prossimo 2 marzo 2020 per volere di papa Francesco si potranno consultare i documenti fino al termine del pontificato di Pio XII, vissuto in un periodo storico molto importante per la cultura occidentale.

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