Domenico Pisana ospite, in Turchia, al FeminISTAMBUL 2019, sul tema “La poesia batte la violenza”.

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Il Presidente del Caffè Letterario Quasimodo di Modica, Domenico Pisana, sarà ospite, dal 7 al 9 novembre, dell’International Feminist Women’s Poetry Festival, che si svolgerà ad Istambul, in Turchia, con i contributi di International Poetry Festival (WFP), dell’Unesco – Capital Writers Foundation (WCF), del World Poetry Movement (WPM) e di Kartal Municipality.
La cerimonia di apertura dell’evento, il cui tema è “La poesia batte la violenza”, si terrà presso il Centro culturale Kartal Hasan Ali Yücel, e sarà coordinato da Hilal Karahan e Dilruba Nuray Erenler.
Il Festival, oltre a poeti provenienti da varie parti della Turchia, ospiterà poeti rappresentanti di diverse nazionalità: Androulla Shati (Cipro), Adel Bouagga (Tunisia), Asma Al Haj (Palestina / Giordania), Darya Heidari (Iran), Gino Leineweber (Germania), Malak Sahioni Soufi (Siria / UK) ), Nancy Paul (India), Sanaz Davoodzadeh Far (Iran), Vadim Terekhin (Vadim Терёхин) (Russia), Valentin Iacob (Romania). Domenico Pisana sarà presente per l’Italia.
“Siamo onorati – scrive il Direttore del Festival, Hilal Karakan – di inviarle questo invito ufficiale per festeggiare a Istanbul, in Turchia, il 4° anno del WFP-FeminİSTANBUL Woman Poetry Festival, il cui obiettivo è quello di portare l’attenzione sul fenomeno della violenza in tutte le sue forme, e in particolar modo sulla violenze di genere”.
Pisana ha già inviato, su richiesta dell’Organizzazione dell’evento, un articolo e tre sue poesie inedite, in italiano e in inglese; quest’ultime saranno tradotte in turco per essere pubblicate come e-book del Festival.
Tra le varie manifestazioni, è in programma la presentazione da parte della poetessa e coordinatrice dell’evento, Hilal Karahan, dell’ultimo libro di Domenico Pisana, Pagine critiche di Poesia contemporanea. Linguaggi e valori comuni fra diversità culturali”, ove Pisana si occupa di poeti stranieri tradotti in Italia e poeti italiani tradotti all’estero, e precisamente Mohammed Ayyoub – Raed Anis Al Jishi – Giuseppe Aletti – Biljana Biljanovska – Stefan Damian – Floriana Ferro – Óscar Limache – Arjan Kallco – Hilal Karahan – Kiara Quaquero – Sofia Skleida – Elisabetta Bagli – Agron Shele – Claudia Piccinno, tutti autori che con la loro poesia tendono verso la ricostruzione di un nuovo umanesimo in grado di mettere al centro i valori dell’amore, della bellezza, della libertà, della pace e della giustizia, della solidarietà e dell’uguaglianza, dell’integrazione e della tolleranza.
“Sono grato di questo invito – afferma Domenico Pisana – all’Organizzazione del Festival e alla Direttrice Hilal Karahan, per l’opportunità che mi viene data di discutere di poesia nel nostro tempo, di ascoltare i poeti che interverranno nelle varie giornate, nonché di rafforzare l’idea della funzione sociale della poesia, anche nei riguardi della violenza nelle sue varie forme espressive; se penso, del resto, che grandi poeti del ‘900 come Quasimodo, Rebora e Garcia Lorca hanno caratterizzato il loro percorso poetico come tempo della ricostruzione di un umanesimo ferito dai conflitti bellici con il ricorso ad una funzione “ri-costruttrice” della poesia, mi convinco ancora di più – prosegue Pisana – che la poesia possa, con la sua funzione sociale, dare un idoneo contributo a quella “renaissance” umana e spirituale capace di fare incontrare “interiorità e realtà”, nonché di interrogare la vita, provocare domande, seminare dubbi e inquietudini, aprendo varchi di riflessione e spazi d’indagine dentro i quali il poeta possa indicare all’uomo contemporaneo di ogni parte della terra, con una immagine, un simbolo, un verso, una metafora, che c’è un “oltre”, un “varco”, un “più in là” verso cui dirigersi” per ‘battere la violenza’ in tutte le sue dimensioni e per costruire parole e gesti di pace”.

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