100 Passi per Modica e la questione delle luci a led bianche

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Durante la seduta consiliare del 12 giugno dcorso il Sindaco di Modica aveva riferito di avere presentato ricorso al Tar avverso il provvedimento con il quale la Sovrintendenza Beni Culturali Di Ragusa aveva ordinato la sospensione della sostituzione degli impianti di illuminazione cittadina.
Il primo cittadino aveva anche detto di avere avanzato domanda di risarcimento per i danni che tale provvedimento di sospensione avrebbe determinato. “Quindi, dopo altre generiche e assai confuse digressioni sul “progresso scientifico e tecnico” – dice Antonio Rita di 100 Passi per Modica – ha concluso di essere tranquillo, aggiungendo testualmente: “qualcuno deve rimanere meno tranquillo per quello che potrà succedergli nei prossimi giorni rispetto ad un provvedimento di questo genere”.
Ciò premesso, mentre stigmatizziamo la scelta di stipulare, in fase di predissesto, un contratto che costerà al Comune di Modica ben 14 milioni di euro, peraltro causando una trasformazione esteticamente inaccettabile del paesaggio notturno cittadino (non si contesta tanto la tecnologia Led, ma il colore bianco della lampada, più consono ad una zona industriale che ad un centro storico riconosciuto “patrimonio dell’umanità), non possiamo tacere sulle affermazioni sopra citate, chiaramente evocative di imminenti “conseguenze” contro chi ha “osato” mettere in discussione le sue scelte.
Ora, se la forma è sostanza, come ci hanno insegnato i politici di un tempo, e se le espressioni linguistiche sono la forma che sostanzia il pensiero, riteniamo che un linguaggio, come quello usato dal Sindaco in quella seduta consiliare, non dovrebbe mai entrare nel dibattito politico e men che meno nei rapporti, sia pure confliggenti,, tra rappresentanti delle istituzioni pubbliche.
Chi ci amministra, forse troppo abituato alla remissiva condiscendenza dei suoi assessori, dei consiglieri di maggioranza e di “clientes” vari, ha dimostrato, ancora una volta, non solo di non sapere reggere il confronto dialettico nel merito delle questioni, ma, cosa assai più grave – continua Ruta – di non sapere distinguere, e men che meno rispettare, i ruoli, le funzioni e la dignità dei suoi interlocutori. L’effetto più grave di questo approccio, inqualificabile, ai limiti dell’intimidazione, estraneo al tradizionale senso di civiltà del popolo modicano, è l’isolamento amministrativo della città, dal quale nessun vantaggio Modica potrà trarre né oggi né nel prossimo futuro, quando cioè la presente stagione politica, con tutte le sue contraddizioni, incongruenze, omissioni e reticenze, sarà, ben che vada, archiviata per naturale scadenza del mandato elettorale”.

1 commento

  1. basti pensare che per premiare l’inventore di questa assurda anomalia, il sindaco lo richiama come ASSESSORE. che pagliacciata

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