La battaglia degli scranni……………….l’opinione di Rita Faletti

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Chi non è andato in vacanza non si rammarichi perché questa estate la politica ha molto da offrire in fatto di svago e divertimento. Intanto, per la prima volta nella storia dalla nascita della Repubblica, i parlamentari sono stati invitati ad alzare il culo dalle comode posizioni agostane, per correre tutti a Palazzo Madama.Chiamata alle armi: Salvini ha staccato la spina e vuole andare al voto subito. La crisi che si è aperta è già in sé uno spasso. Il governo scricchiola da mesi e per mesi il grido “al lupo al lupo” ha tenuto col fiato sospeso. Adesso implode. Falso allarme. Quando finalmente ognuno si era messo l’animo in pace, Salvini è andato da Conte per invitarlo a dimettersi, ed è venuto giù il cielo. Ma come, adesso che ti abbiamo votato la Sicurezza bis e la Tav ci molli? Di Maio, sconcertato, ha dato di traditore al socio e ha preso il via la sequenza di contorcimenti, capovolgimenti e torsioni dei partiti alle prese con posizionamenti e alleanze, vecchie, nuove e inedite. Per il bene del paese, intendiamoci, e all’insegna della coerenza e della fedeltà a principi e idee. Renzi,che aveva giurato di lasciare il Pd se avesse costruito un’alleanza con il partito della piattaforma, ora si accinge a farla, quell’alleanza,e non per un governo di scopo, ma istituzionale, confermando il sospetto che la cosa fosse già nell’aria. Zingaretti, che sembrava disponibile a confrontarsi con il grillismo, ora nicchia.Ma siccome ci sono due Pd, uno suo e uno di Renzi, è probabile che il secondo prevalga sul primo. Che nessuno si laceri le vesti se Salvini dovesse avere la meglio. Dobbiamo essere uniti e il tabellone stasera mi darà ragione. Più o meno le parole di Renzi. Numeri, sempre e solo numeri. Ma i numeri dicono anche chiaramente che se si andasse a votare oggi, il Centro destra unito farebbe il pieno: l’Italia quasi completamente azzurra. E’ per questo che Salvini, vittima del suo carattere, quando s’è accorto di avere tutti contro, vecchia storia che si ripete, da Berlusconi a Renzi, ripara ad Arcore, in cerca dell’appoggio dell’antico alleato, il quale, da tempo immemorabile, gli andava ripetendo: “Torna a casa”. Nessun uomo è un’isola, neanche un supermercato lo è. Chissà cosa gli verrà chiesto in cambio a Palazzo Grazioli. Certo che, come ha detto Sallusti, “Berlusconi lo freghi una volta sola”. Cosa succede nel frattempo in casa cinque stelle? Che “a criatura” è stata presa per mano dal clown, che spunta ogni volta che c’è un pericolo in vista. “Dobbiamo cacciare i barbari” Ma i barbari non erano quelli che dovevano aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno? Anche per Grillo i mesi passano e lo smalto ha perso la sua brillantezza. Però la coppia Renzi-Grillo è una sorpresa. Ieri, a giochi ormai fatti e trovata ognuno la propria collocazione dopo uno scambio di battute su chi è più abbronzato in Senato, Salvini tenta la riscossa e cala l’asso: accetto la sfida di Di Maio. Voteremo a favore della riduzione di 345 parlamentari e il giorno dopo si andrà a votare. Scombussolamento generale. Ma c’è sempre Mattarella che, con la sua calma, piuttosto che sciogliere le Camere e portare il paese alle urne, camminerebbe sui carboni ardenti. E’ proprio sull’appoggio del presidente che fanno affidamento i grillini e Renzi. A proposito, non fu Renzi stesso a volere Mattarella al Colle? L’imparzialità del Quirinale è così scontata? Quindi, avanti con la parlamentarizzazione della crisi. Il voto è la via maestra delle democrazie mature e non è la fine del mondo nemmeno nelle democrature dove i risultati spesso non corrispondono alla volontà popolare. La Spagna, in tre anni è andata al voto quattro volte e il paese non ne ha risentito affatto. Ma l’Italia con i bizantinismi, le ripicche, i complotti, gli accordi sotto banco, le ritorsioni e le vendette assomiglia di più alla Libia che a qualunque altro paese occidentale. Però, Salvini non ha ancora ritirato i suoi sette ministri. E’ segno che non si fida delle istituzioni?

10 Commenti

  1. Si presenta come opinionista, ma non fa altro che insinuare, seminando nell’orticello un bel po’ di punti interrogativi.
    Sgombriamo il campo da ogni illazione.
    Il ministro degli interni, forse anche Lei, sconosce completamente la Costituzione.
    Non esiste che la mattina si alzi e dica al capo del governo, eletto dal Parlamento, vai dal Presidente della Repubblica e dimettiti. O meglio, esiste solo per uno che chiede al popolo pieni poteri.
    Inutile elencare tutte le castronerie dette o fatte da questo pseudo ministro e da quanti gli stanno accanto.
    Neppure Berlusconi aveva osato tanto.
    I Padri costituendi hanno visto lontano, a rischio dell’ingovernabilità, hanno scritto una Costituzione fondata sull’equilibrio dei poteri, purtroppo la Corte Costituzionale a volte si distrae.
    Voglio finire con Siri, il problema non si pone sul fatto che sia indagato, il diritto si applica anche nel suo caso e bisogna aspettare il III grado di giudizio, il problema è che e stato condannato in maniera definitiva per bancarotta fraudolenta e che è sottosegretario all’economia e partecipa a tavoli tecnici, col suo ministro dell’interno, dove si discute di crescita e sviluppo e cosa ancora più grave le parti sociali presenti nulla hanno da ridire.
    Bacioni.

  2. Signora Faletti, ammetto che ci vuole coraggio ad entrare a gamba tesa e alla cieca in questa mischia, o battaglia come la chiama Lei. In questa bolgia, con la Sua fantasia e tollerando quasi con comprensione il casino politico in atto, ha immaginato il Capo dello Stato come un deus ex machina, prefigurando le sue supposte intenzioni.
    Comprendo che quello del giornalista è un mestiere difficile, ma immagino che l’esercizio di questa professione riesca meglio senza l’ausilio della dietrologia.
    Come si fa a congetturare sospetti sul Presidente Mattarella ancor prima che la crisi di Governo entri nel vivo? Prima che le parti in gioco intessano alleanze più o meno sostenibili e le pongano all’attenzione del Capo dello Stato? Come si fa a sostenere che il Presidente della Repubblica sia stato voluto da Renzi? E come si può immaginare che chi rappresenta l’unità degli Italiani decida arbitrariamente il futuro e le sorti di questa inqualificabile legislatura? O ci si è fatti l’idea di un’Italia di tipo sudamericano o non si conoscono i fondamenti della nostra amata, e ancora viva, Repubblica.
    Il Presidente Mattarella conosce benissimo la Costituzione. Ha insegnato Diritto parlamentare e condotto studi sul Diritto costituzionale. E’ stato Giudice costituzionale dall’ottobre 2011 fino alla sua elezione al Quirinale. Ha dimostrato di rispettare la Costituzione e di saperla far rispettare, e la sua pacata fermezza dovrebbe rassicurare quanti hanno a cuore l’Italia e la democrazia che ancora la anima. Non l’ho letta abbastanza ma credo che in questo travagliato tempo estivo la Costituzione sia la miglior lettura possibile (ancor meglio se accompagnata da un altro bel testo: “La Costituzione e la bellezza”).
    Vi si trae un’inaspettata poesia che fa venir voglia di amare ancor più il nostro Paese, nonostante tutto. E trasforma in vaneggiamenti le supposizioni di scenari futuri, sotto forma di dubbi sull’imparzialità del Quirinale, lette in questo articolo, che riescono a far indignare le numerose persone che credono ancora nell’Italia e nutrono profonda stima e ammirazione per il Presidente Sergio Mattarella.
    Veda Faletti, non sono stati i bizantinismi o altro da Lei elencato a creare quel mal riuscito ibrido politico, privo di legittimazione elettorale e popolare, che ha governato l’Italia dal 4 marzo dello scorso anno a oggi. Perché mai paventa accordi sotto banco o lotte tribali che ci allontanano dal modello democratico occidentale soltanto adesso?
    Concludo trasformando la Sua domanda finale in un dilemma: è Salvini che non si fida delle Istituzioni o sono gli Italiani disillusi a sperare che queste ultime non si fidino di Salvini?

  3. Per una volta sono del parere del commentatore che mi precede ..
    “Salvini l’ha fatta grossa “.. e ne pagherà lo scotto .
    E non è detto che ha finito . . . per me ne farà ancora di minchiate , magari ancora più grosse .
    Potrebbe trascinare la Lega Nord verso la palude . . . d’altronde siamo in”padania”.

  4. @ai commentatori
    Leprenellaluna, Lei ricorda il cosiddetto “patto del Nazareno” (2014) tra l’allora segretario del Pd, Matteo Renzi, e il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi? I due firmatari avevano concordato una serie di riforme che successivamente spiaggiarono a causa anche della richiesta, da parte di Berlusconi, di eleggere Gianni Letta alla presidenza della Repubblica. Quella richiesta fu respinta da Renzi che propose invece Sergio Mattarella. Si disse, lo ricordo bene, che Mattarella presidente non si sarebbe “intromesso”. In poche parole, non era Napolitano, accusato di golpe contro il governo Berlusconi, e della successiva investitura di Monti. Credo che nessuno contesti ciò che è apparso fin dall’inizio evidente a tutti: le differenze di personalità e carattere tra l’ex-presidente e l’attuale presidente della Repubblica. Personalmente e al di là delle sottigliezze costituzionali invocate spesso per opportunismo politico, ritengo che Napolitano fece il bene di un paese a un passo dal default. A mali estremi, estremi rimedi. Per inciso, sono favorevole alla repubblica presidenziale. Oggi, la situazione non è tanto migliore rispetto ad allora, ma c’è un ma che va preso in considerazione. Negare al popolo la possibilità di esprimersi attraverso il voto, ripetendo quello che si fece allora e che ancora in questi giorni alcuni condannano, sarebbe un errore e un pessimo messaggio. Il governo Salvini-Di Maio è l’espressione della politica peggiore che potessimo augurarci. L’ho sempre sostenuto. Di Maio ha messo in ginocchio l’economia e saccheggiato i conti pubblici, Salvini ha strumentalizzato il tema dell’immigrazione per alzare i consensi senza risolvere nulla, e rendendosi ridicolo con la storia dei porti chiusi. Ha precarizzato, agli occhi dell’Europa, la nostra posizione nella Nato, ha tenuto il piede in due scarpe “dialogando” con Putin e con Trump ed è scappato quando gli è stato chiesto di rispondere in Parlamento dei suoi legami con Mosca. Per non citare le scemenze più recenti. Salvini ha tenuto un comportamento inqualificabile. I 5 stelle lo hanno assecondato per paura di scomparire. Estremista Salvini, eversivi Di Maio e il suo movimento (adesso si finge che il progetto della democrazia diretta non sia mai esistito e che l’incontro con i gilet gialli sia stata una innocua bicchierata tra conoscenti o si liquidano i danni fatti come innocenti sbagli di giovani inesperti) con una caratteristica: al crescere del consenso di uno, ha corrisposto il calo del consenso dell’altro, con la conseguenza che uno si rafforzava e l’altro si indeboliva e, indebolendosi, si è smorzata anche la sua pericolosità. Per questo, chiunque volesse oggi allearsi con il movimento, avrebbe il vantaggio di poterlo gestire senza difficoltà: i cinque stelle o si adeguano o muoiono. Renzi non è uno stupido. Ma un eventuale governo accrocchio potrebbe riparare ai danni ed essere gradito al paese? Mattarella è un costituzionalista esperto e, soprattutto, un galantuomo. Non ho nessun dubbio. La mia opinione, che come tutte le opinioni è confutabile o meno, è che il presidente della Repubblica avrebbe potuto intervenire tempo fa “a gamba tesa” per fermare entrambi e con essi il loro sciagurato governo. Esattamente come fece Napolitano. Lasciare che si fermi ora uno dei due soltanto, attraverso la formazione di un governo che prescinda dal voto popolare, legittima domande e dubbi. Da quando la domanda e il dubbio sono crimini? Dimenticavo un punto: il riferimento alla dietrologia. La dietrologia è un po’ come la psicologia: vale per quello che vale, e se ne fa uso. I fatti prevalgono, ovviamente, ma dietrologia e psicologia intervengono a spiegarli, e talvolta, anche ad anticiparli. Perché tanta indignazione contro i “vaneggiamenti”, leggeri come l’aria, se paragonati a gravissimi eventi che hanno turbato e turbano questo amato paese (siamo sicuri che sia tanto amato?) dove sono pochine le cose che funzionano davvero? Lei pensa che questo paese sia stato immune e lo sia tuttora da accordi sotto banco? Lei pensa che non esistano persone o gruppi legati da interessi privati da far prevalere sugli interessi generali? In questo senso ho usato il termine tribale. Suvvia! E concludo, a proposito del mestiere di giornalista: come diceva Heidegger, il fatto neutro non esiste. Buon Ferragosto a tutti!

  5. @terrorista
    La lega nord non è Salvini, e Salvini non è la lega nord. Chi ha ascoltato le parole di Giorgetti, lo sa.
    Salvini ha deciso quasi tutto sa solo, attirandosi critiche anche dure dai leghisti che il nord lo governano da anni, e direi, con buoni risultati. Quelli che viene definita Padania è tutt’altro che una palude. La si lavora e si produce amico mio.

  6. Cara Faletti,
    i patti, gli accordi e le alleanze sono consuetudini che trovano ampio spazio nel sistema politico italiano, e non solo. Ricorderà che negli anni settanta in Italia si sperimentò la strategia del compromesso storico tra il Partito Comunista Italiano e la Democrazia Cristiana, per finalità diverse da quelle elettorali, propagandistiche ed egemoniche odierne e si diede vita a Governi di solidarietà nazionale. Gli attori avevano un alto profilo: Berlinguer e Moro, e l’esperienza fu interrotta dall’assassinio di quest’ultimo. Converrà con me che, diversamente da quel che potrebbe sembrare, questi non erano inciuci o patti scellerati e nascevano dall’esigenza di “un profondo risanamento e rinnovamento della società e dello Stato italiani (enciclopedia Treccani)”. In quanto al fallimento dei programmi, anche di quelli del “patto del Nazareno”, nella vita e nella politica spesso accade, a causa di fatti esterni (situazioni di forza maggiore) o di moti interni (tendenziosità). Cosa ben diversa e, forse, unica nel panorama politico mondiale è, invece, il contratto stipulato da Lega e Movimento 5 Stelle, perché disciplina – con un atto privato, sottoscritto innanzi a Giuseppe Conte, notaio, garante, “avvocato del Popolo” e Premier in nome e per conto delle parti – le macroscopiche divergenze sui punti contrattuali. In altre parole, le diffidenze reciproche dei due contraenti caratterizzano il corpo contrattuale e ne statuiscono il destino. Ho sempre sostenuto l’irrazionalità di questo rapporto giuridico privato in cui si è messo in gioco il patrimonio elettorale per capitalizzare consensi attraverso iniziative di politica socio-economica azzardate, tese ad incuneare nel favore popolare effetti devastanti per le finanze pubbliche, cioè per la collettività.
    Tornando agli accordi stabiliti nel “patto del Nazareno”, se ben ricordo, Gianni Letta, onnipresente consigliere di Berlusconi, anche nella sede del PD in quell’occasione, era proposto dal fondatore di Forza Italia come segretario generale del Quirinale. Oltre a non figurare tra i candidati alla Presidenza della Repubblica, sarebbe stato troppo “intimo” all’ex Cavaliere per poter esercitare liberamente il suo alto mandato.
    Cara Faletti, il Presidente Mattarella, da conoscitore, cultore e garante della Costituzione, non poteva intervenire né “a gamba tesa” né con discrezione per fermare alcunchè. Ricorda il rilievo del Capo dello Stato a Paolo Savona come Ministro dell’Economia (poi assegnato al Ministero per gli affari europei)? Ha forse dimenticato la repentina entrata e uscita di Conte dal Quirinale, il fulmineo intermezzo di Cottarelli, la puerile minaccia di impeachment e il ritorno definitivo di Conte?
    Ritengo che la domanda e il dubbio non siano crimini, ma il moto culturale dell’essere. Diversamente, insinuare senza presupposti la parzialità del Quirinale non è virtuoso.
    Infine, nessun Paese al mondo è immune da accordi sottobanco e da interessi privati a danno di quelli generali. Ma questo amato Paese, quando la classe politica né ha la forza e la capacità, dimostra di essere più grande del potere distruttivo della corruzione e dell’intrallazzo, e di saper combattere la sua battaglia contro questo cancro. E vorrei ricordarLe, con orgoglio, che l’Italia ha dato i natali a Enrico Mattei, grande esempio di eroismo. Mattei ha dimostrato, con sprezzo del pericolo, che il coraggio e lo spirito di abnegazione danno i loro frutti anche in Italia. Gli eroi muoiono giovani, è vero, ma ci lasciano in dono la speranza, che sprecare è un delitto, di cui ci rendiamo spesso colpevoli con scandalosa naturalezza.

  7. @ …anti salviniano :
    Quando spunto la Liga io ero in padania e conosco molto bene con quale energia ed intento è nata e si è rinforzata la Liga . ..
    Ciò che differenzia un popolo , è la differenza con cui si è conquistato le LIBERTA .
    A parte le azioni di rapina dei piemontesi , dai Mille in avanti , il Nord ha avuto la Resistenza .
    Il Sud ha sempre subito . . . non ha mai lottato unito per liberarsi dalle dominazioni e dalle schiavitù .
    Poi sono spuntate forme di lotte che sono sfociate nel banditismo , vedi il brigantaggio e le forme di mafie varie rinforzate nello spazio vuoto delle Istituzioni .
    Le guerre mondiali hanno dato il colpo di grazia , il Nord ha preso il volo ed il Sud è rimasto nella palude .
    Senza le genti del Sud il nord non sarebbe ne libero ne avrebbe preso il volo …
    Qualcuno ebbe a dire : >> l’Italia è fatta , ora bisogna unire gli italiani <<
    L'Italia Unita non esiste per Volontà politico-popolare .
    Ai "gattopardi" van bene la mafia , la ndrangheta , la sacra corona unita e la camorra ect ect per tenere il popolo schiavo .
    Senza un Sud non esisterebbe il Nord . . e viceversa .
    Popolo di Naviganti RILETTETE . .

  8. @Leprenellaluna
    Non è virtuoso dubitare, dice Lei, bisogna aspettare i fatti. Ritorno all’elezione di Mattarella. Fu accolta con gioia da Bersani, Vendola e Bindi, i cui cuori non battono certo a destra. Non solo. Quella votazione ricompattò la maggioranza renziana e la minoranza interna del Pd, dopo il fallimento del Patto del Nazareno che aveva gettato scompiglio nel partito. Si disse: l’ennesimo capo dello Stato di sinistra, in un paese in cui la maggioranza degli italiani non è di sinistra. Queste sono le ragioni dei dubbi di oggi di fronte all’eventualità che alle urne si preferisca la formazione di un gov. Pd-5stelle.

  9. Gentile Faletti,
    la consultazione elettorale per le Politiche del 4 marzo 2018 ha prodotto, sia alla Camera che al Senato, un 32% di consensi per il Movimento 5 Stelle e un 17% a suffragio della Lega. Il primo costituisce una forza moderata di stile radicale con moto ondivago ma tendente più a sinistra che a destra, mentre la seconda è una forza di destra con frequenti sconfinamenti nell’estremismo.
    Premesso che Mattarella è stato eletto Presidente il 3 febbraio del 2015, quindi molto prima dell’inizio di questa Legislatura, non vedo dissonanze di sorta tra le forze di maggioranza in Parlamento e il Presidente, anche se il ruolo super partes attribuito a quest’ultimo dalla Costituzione polverizza il traballante assunto. E se una recente prassi vuole che per la scelta del candidato al Colle si aprano consultazioni tra i delegati dei partiti e il leader del partito di maggioranza, l’elezione del Presidente della Repubblica è prerogativa del Parlamento. Un motivo dovrà pur esserci, poi, se la destra o il centro destra non sono mai riusciti a esprimere un “loro” Presidente.
    Oggi in Italia non c’è una maggioranza di destra ma solo la preponderanza del leader della Lega, suffragata da meno di un quinto dei votanti (non del Popolo italiano) alle ultime elezioni politiche, che ha costretto il Movimento 5 Stelle, non allineato, né alleato e con una forza elettorale doppia, ad avallare, obtorto collo, le cose di destra della Lega. Ma questo è un problema di leadership, non di maggioranza. E, a parer mio, il pericolo oggi, cara Faletti – oltre al rischio di un voto anticipato che metterebbe l’Italia in balìa dei mercati, con un’emorragia inarrestabile di debito pubblico – non è un Governo PD-Movimento 5 Stelle, né la sinistra, ma la destra. Lo ha capito anche Berlusconi, che per la causa forzista non potrà far tesoro di questo convincimento.

  10. Sempre sui giornalisti preferisco quello che diceva Montanelli: c’è chi è giornalista e c’è chi fa il giornalista.
    Chiunque, con un briciolo di buonsenso, fra Letta e Mattarella avrebbe scelto il secondo.
    Ad oggi, malgrado Lei continui ad insinuare, il Presidente Mattarella si è dimostrato persona preparata, equilibrata e di buonsenso, e nulla lascia presuppore che in futuro cambi. E’ l’unico, a differenza dei politici, che cura gli interessi degli italiani. Non ha interessi di bottega, se ne faccia una ragione.
    E’ così difficile capire che se c’è una possibile maggioranza in parlamento il Presidente della Repubblica, può piacere o meno, non può sciogliere le camere?
    Purtroppo i leghisti da sempre sono stati anticostituzionali, ricorda la farsa del carro armato a Venezia? Il parlamento del nord? La bandiera utilizzata per …..?
    Mi viene da pensare a Roma ladrona, per 49 milioni anche i padani hanno saltato il fosso, e su Roma complottista non sono da meno, anzichè i salotti e pasteggiare, loro preferiscono gli hotel e i rubli.

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