Lunedi a Somma Vesuviana i funerali del carabiniere Cerciello Rega. Quando l’immagine shock colpisce più dell’omicidio

Si svolgeranno domani, a mezzogiorno, a Somma Vesuviana in provincia di Napoli, i funerali del brigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso in servizio in una tragica notte romana. Poco più di un mese è durato il suo matrimonio con Maria Rosa, la donna con la quale, in un meraviglioso giorno pieno di gioia, aveva convogliato a nozze. A porre fine alla vita del povero carabiniere sono stati due giovani benestanti californiani a Roma in cerca, tra uno sballo e l’altro, di divertimento. Purtroppo, in questo Paese, un evento tragico spesso viene messo da parte per lasciare spazio a polemiche e attacchi a sfondo politico. Dopo la morte del carabiniere, infatti, è scoppiato l’inferno. Lo spazio per la compassione e il rispetto verso i familiari della vittima è lo spazio dedicato alla mera notizia. Da qual momento in poi le iene si fanno sotto. Il fatto è stato comunicato da madre RAI e l’omicidio è stato erroneamente attribuito a magrebini. Subito Salvini esplode: “caccia ai bastardi che hanno fatto fuori il carabiniere”. Saviano, al quale dovrebbe essere revocata la scorta, non perde tempo e parla di “assassini politici” che sviano l’attenzione dall’omicidio, per accanirsi contro gli immigrati. Poi è la volta della conduttrice di Rai3 Monica Guidotti, che durante la puntata di Agorà, dice con un atteggiamento di distaccata indifferenza: “Niente, vabbè, poi vedremo quello che succederà”. Tuona Daniela Santanchè, ospite della trasmissione “Agorà snobba il carabiniere ucciso” dopodiché si alza e se ne va. Rita dalla Chiesa, figlia del generale dei carabinieri ucciso dalla mafia, commenta l’uscita di Saviano “Gli uomini della scorta dovrebbero ribellarsi dopo quello che ha detto e lasciarlo solo”. Ha ragione, la scorta ce l’hanno quelli che nessuno ammazzerebbe e viene negata invece a quelli che ne avrebbero assoluto bisogno. All’appello non mancano i soliti social, scioccati per l’immagine di uno dei due presunti assassini, immortalato da uno scatto “interno” ammanettato e bendato prima dell’interrogatorio. Cosa volevano che gli venissero serviti cappuccino e brioche? In generale, sono quelli che si scandalizzano, se le forze dell’ordine sono costrette ad usare le maniere forti e che vorrebbero disarmare e rendere innocue, in nome del potere al popolo. Gli stessi che commemorano Giuliani, quel “bravo ragazzo “che stava lanciando un estintore contro un carabiniere dell’Arma. Quelli che partecipano, magari a volto coperto, alle manifestazioni contro lo Stato, quelli che aizzano la folla, distruggono e scappano, ovvero, la bella gioventù dei centri sociali. Adesso, l’auspicio è che la vicenda come per Amanda Knox, non prenda quelle vie legali a noi ben note, che hanno portato all’assoluzione dell’ infingarda americana. Vi ricordate lo scarica barili sul povero Patrick Lumumba, risultato estraneo ai fatti, e che la Knox aveva accusato dell’omicidio di Meredith Kercher?. Per questa “bugia” fu condannata a 3 anni di reclusione.

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