HUMANITAS…di Pierpaolo Galota. Crisci Ranni un sogno che continua

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«Crisci ranni!»era l’espressione usata un tempo dai genitori nei confronti dei propri figli nel giorno di Pasqua.Un espressione augurale, che esprime in modo conciso il desiderio dei genitori di volere vedere crescere i propri figli non solo forti e robusti fisicamente, ma anche nell’anima.
L’espressione veniva pronunciata nel giorno di Pasqua, esattamente al suono delle campane, che annunciavano la Risurrezione di Gesù, in quel momento i bambini venivano lanciati verso l’alto, e si sentivano pronunciare la frase, con voce carica di gioia e di calore: «Crisci ranni!».
Tutto questo da qualche anno viene rivissuto, grazie ad un sogno che ha avuto origine proprio da questa splendida espressione. Un sogno dalle origini non troppo recenti, leggendo il volume “Crisci ranni. La città ripensata dalle periferie” viene sottolineato come il sogno abbia avuto origine nel 1987, ma che per varie vicissitudini ha avuto inizio solo nell’estate 2009 e che ancora oggi continua, preparandosi a spegnere ben 10 candeline.
“Crisci ranni” non nasce per chiudere, ma per unire e porre tutte le generazioni a confronto, anche se i destinatari principali sono i ragazzi e i giovani. È un progetto educativo in cui si vuole costruire il futuro della città, in cui si pongono al centro le periferie, le quali il più delle volte vengono abbandonate a se stesse e dimenticate dalla città.
Crisci ranni è una sfida alla Papa Francesco, anche se è stata pensata in tempi non sospetti, prima dell’inizio del pontificato di Francesco, «la sfida di ripensare la città a partire dalle sue periferie. Educando, partecipando, festeggiando» (M. Assenza, Crisci ranni. La città ripensata dalle periferie, Il Pozzo di Giacobbe, Trapani 2017,11)
“Crisci ranni” nel tempo è diventato modello per tanti altri cantieri educativi, diversi ne sono nati nei comuni del Val di Noto. Perché un cantiere educativo per prima cosa vuole coinvolgere la città su temi civici ed educativi. Ma «non basta però solo il fare: un cantiere, per essere veramente tale, va “concepito”, va pensato. Necessita di una continuità educativa perché si avviino processi, che certo saranno difficili e lunghi, ma l’importante è che non restino esteriori ed estemporanei. C’è bisogno di un orizzonte ampio, che proietti il cantiere nella città». (M. Assenza, Crisci ranni. La città ripensata dalle periferie, Il Pozzo di Giacobbe, Trapani 2017, 67)
Si potrebbe definire “Crisci ranni” come una nuova Barbiana, proprio perché trai tanti approcci educativi vanta proprio quello di don Lorenzo Milani, ma si ispira anche a tanti altri testimoni che si sono spesi per l’educazione e la crescita del prossimo come Giuseppe Dossetti e Giorgio La Pira.
«Una nuova Barbiana? Sicuramente quella è un’esperienza unica, con una totalità e radicalità particolari, ma ci piace pensare ad un filo di continuità nel volere, come don Lorenzo Milani, «far crescere figli più grandi di noi», nel volere «dare la parola che rende uguali». Convinti anche noi che «non si può vivere senza innamorarsi» e che i ragazzi e giovani, che ci sono affidati, «riempiono il cuore», crediamo che non ci sia bisogno di surrogati. Accanto a don Lorenzo, davanti a noi e “dentro” di noi ci sono anche Giuseppe Dossetti e Giorgio La Pira». (M. Assenza, Crisci ranni. La città ripensata dalle periferie, Il Pozzo di Giacobbe, Trapani 2017, 11-12)
Sono tanti i motivi che hanno dato vita a Crisci ranni, che hanno messo in moto un sogno che non si è ancora fermato e continua a generare novità, idee su idee. Perché: «Idea richiama idea» e quindi non bisogna far altro che continuare a pensare per il bene per, con, negli altri.
Oggi più che mai c’è bisogno di dare un futuro bello alle prossime generazioni, in cui quello che conta è la parola che rende uguali, in cui si celebra la vita per la sua infinita bellezza e poliedricità, ma per realizzare bene qualsiasi azione educativa c’è bisognodi una città a misura di sguardo.
“Crisci ranni”per la Città di Modica non rappresenta solo un centro educativo-assistenziale, ma è uno strumento in cui ci si educa in modo circolare, cioè anche l’educatore riceve un insegnamento dai destinatari del progetto. Perché a “Crisci ranni” ogni storia è importante, infatti esse sono vite e anime, ma soprattutto sono il passato, il presente e il futuro della Città.
«Un dato resta costante: dietro ogni bambino c’è una storia, per alcuni ci sono vuoti di affetto e di attenzioni enormi, altre volte disagi gravi a cui nessuno fa caso, famiglie ferite o assenti, scuola che cerca di fare quel che può ma stenta a prendere decisioni» (Maurilio Assenza, Crisci ranni. La città ripensata dalle periferie, Il Pozzo di Giacobbe, Trapani 2017, 20)
Ogni azione educativa, così come lo è “Crisci ranni”, diviene il cuore pulsante della città. L’educazione al prossimo (il migrante, l’anziano in difficoltà, l’emarginato…) e al bene comune è la vera rinascita di una Città che ancora ama, soffre e spera.
Dunque c’è bisogno di rinascere alla vita della polis,di immettersi nel palcoscenico del mondo, così da vivere da uomini e donne attenti e sensibili, perché la Città non è un panta rei, ma è una storia di anime, di pensieri e di idee che continua con ogni singolo cittadino, che è allo stesso tempo attore e spettatore.
“Crisci ranni” insegna a crescere personalmente e comunitariamente. “Crisci ranni “è un rito per vivere bene il presente, pensando al futuro senza dimenticare il passato.

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