
Venerdì scorso un altro, l’ennesimo, incidente stradale si è verificato in prossimità dell’incrocio di contrada Cisternazzi all’altezza del nuovo ospedale di Ragusa, Giovanni Paolo II. Per questo motivo, il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle, Alessandro Antoci, è tornato a sollecitare l’attuazione di interventi da mettere in atto nell’immediato per garantire la sicurezza dei cittadini che percorrono le strade in questione. “Il flusso dei veicoli – spiega Antoci in una interrogazione presentata in queste ore al sindaco – è notevolmente aumentato proprio per l’apertura dell’ospedale e in quella zona insistono ben tre incroci pericolosi, in quanto attraversano la ex Sp 60. La stessa zona, in passato, è stata teatro di diversi incidenti, anche con esito mortale, incidenti che si ripetono quasi quotidianamente”.
“Gli incroci pericolosi – continua Antoci – sono quelli che riguardano la via Cultrone, l’incrocio di accesso ed uscita per la nuova struttura ospedaliera e l’incrocio con la ex Sp 106. Questi incroci attraversano la ex Sp 60, strada con notevole traffico di veicoli anche prima dell’apertura del Giovanni Paolo II. Tra l’altro, mi preme sottolineare come l’incrocio che porta al nuovo ospedale sia scarsamente illuminato. Tre le lampade della pubblica illuminazione spente. E bisognerebbe intanto rimediare in questo senso”.
Antoci sottolinea che gli interventi finora messi in atto “come la pulizia delle strade e l’installazione di segnaletica orizzontale si sono al momento rilevati inefficaci per la messa in sicurezza della zona e, tra l’altro, gli interventi strutturali richiederebbero tempi lunghi. Ecco perché – prosegue – chiedo di verificare la possibilità di installare delle rotatorie o semafori negli incroci in questione tali da regolamentare il traffico veicolare. Sollecito, inoltre, l’intensificazione dei controlli da parte della polizia locale per scoraggiare i comportamenti scorretti di alcuni automobilisti che percorrono a velocità sostenuta una zona altamente trafficata in cui vige il limite di cinquanta chilometri orari”.