Selezione al comune di Ragusa per assunzione istruttore amministrativo, il PD chiede chiarezza

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Il 24 settembre scorso il dirigente del settore Gestione e Sviluppo risorse umane del Comune di Ragusa ha reso nota l’indizione di una selezione per l’assunzione a tempo pieno e determinato di un istruttore amministrativo, categoria giuridica C, posizione economica C1, da assegnare alle dirette dipendenze del sindaco. Un provvedimento su cui il gruppo consiliare del Pd, che ha presentato una interrogazione in proposito, intende vedere chiaro assieme alla segreteria cittadina del Partito Democratico. “L’assunzione – spiegano il segretario dem Peppe Calabrese con il capogruppo Mario Chiavola – è stata disposta ai sensi dell’articolo 90 del decreto legislativo 267/2000 che prevede la possibilità, per il sindaco, di avvalersi di dipendenti dell’ente, ovvero di altri collaboratori assunti a tempo determinato per l’esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo loro attribuite dalla legge. L’articolo 90 vieta esplicitamente al comma 3 bis l’effettuazione di attività gestionale anche nel caso in cui nel contratto individuale di lavoro il trattamento economico, prescindendo dal possesso del titolo di studio, è parametrato a quello dirigenziale. L’avviso pubblicato, però, non prevede alcuna forma di selezione, né chiarisce in quale settore dell’attività di indirizzo politico e di controllo il sindaco abbia intenzione di impiegare il dipendente considerato che viene richiesto semplicemente e genericamente il diploma di maturità e che la scelta sarà effettuata ad insindacabile giudizio del sindaco. Mettiamo in evidenza, inoltre, l’assoluta genericità dei requisiti richiesti e la possibilità fornita dal medesimo articolo 90 di avvalersi di dipendenti dell’ente per il medesimo scopo e che il personale che dovrà supportare gli organi politici deve essere in possesso di adeguata professionalità, esperienza oltre che dei requisiti necessari per lo svolgimento delle funzioni proprie dell’attività di supporto agli organi politici. Di norma, inoltre, il ricorso a figure esterne avviene per reperire figure non presenti nell’ente dotate di particolari e spiccate caratteristiche peculiarmente all’attività di indirizzo politico e di controllo da destinare in posizioni di staff. La totale arbitrarietà fiduciaria potrebbe eludere i principi di selettività e trasparenza sottesi al reclutamento del personale e il ricorso all’articolo 90 potrebbe prestarsi ad utilizzi distorti pensati per evitare concorsi pubblici o verifiche su professionalità oggettive”. Il Pd, quindi, chiede di sapere: “Considerata la genericità dei titoli richiesti e il profilo professionale non dirigenziale e non direttivo, perché non si è rivolto l’avviso esclusivamente al personale dell’ente allo scopo di evitare aggravio sulle spese del personale? In quali ambiti dell’esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo che la legge attribuisce al sindaco si intende impiegare il dipendente articolo 90? E poi, considerato che la trasparenza dell’azione amministrativa è requisito essenziale di ogni scelta di interesse pubblico, come intende il sindaco esercitare il proprio insindacabile giudizio a fronte di un avviso di selezione totalmente privo di parametri oggetti e di griglie di valutazione? Chiediamo che il sindaco dia risposte a queste nostre perplessità”.

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