Pozzallo, dopo 9 anni, assolti la giornalista Rosanna Giudice e il marito Pino Asta, ex consigliere comunale. Il Comune chiedeva 500 mila euro di risarcimento

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Si è conclusa, dopo nove anni, la vicenda giudiziaria che vedeva il Comune di Pozzallo chiedere alla cronista Rosanna Giudice ed al marito, allora consigliere di una lista civica, Pino Asta, un risarcimento danni per 500 mila euro. La sentenza definitiva registra, invece, la condanna per il Comune che dovrà pagare le spese processuali, mentre decàde l’onere del risarcimento danni. Una vittoria per i due coniugi: l’articolo di cronaca sul randagismo presso la spiaggia Raganzino della cronista Giudice, si dice nella sentenza, non ha leso l’immagine della città di Pozzallo, mentre il marito è stato riconosciuto completamente estraneo ai fatti. La causa fu intentata nel 2009 dall’allora giunta del sindaco Giuseppe Sulsenti contro Asta e Giudice, quest’ultima redattrice dell’articolo sul giornale on line da lei diretto e per l’articolo comparso sul quotidiano “Il Giornale di Sicilia” col quale collaborava. “Accolgo con soddisfazione oggi, dopo nove anni, questa sentenza che di sicuro ha influito sul mio lavoro quotidiano come cronista – spiega Rosanna Giudice- sono stati anni duri in cui questa causa ha sempre pesato, con ostruzionismi di ogni sorta e difficoltà varie. Anche oggi ringrazio i colleghi giornalisti che mi hanno dimostrato solidarietà fin dal primo giorno”. Una vicenda che si è trascinata per anni, con ripercussioni su entrambi, fino all’estromissione dal Consiglio comunale del consigliere Pino Asta da parte della maggioranza consiliare del sindaco Luigi Ammatuna nel dicembre del 2012. Oltre all’espulsione per Asta si erano registrati problemi anche nel momento della candidatura a sindaco lo scorso 2017, in quanto aleggiavano voci controverse di incandidabilità ed ineleggibilità in seguito alla causa allora ancora pendente. Né l’allora sindaco Luigi Ammatuna prese in considerazione la proposta di Asta di un risarcimento simbolico di un euro da pagare al Comune per mettere fine alla vicenda giudiziaria. La denuncia quindi è caduta nel nulla, in quanto l’articolo giornalistico non ha leso l’immagine della città presentandosi come un normale articolo di cronaca legato ai fatti, e l’espulsione del consigliere Asta, come già in tanti ritenevano allora, fu un pretesto contro un consigliere d’opposizione allora “poco tollerato”, oggi ritenuto completamente estraneo ai fatti. “La sentenza chiude una parentesi difficile e dimostra che la Politica vera non avrebbe mai agito in questo modo. Era evidente che io fossi estraneo ai fatti, tra l’altro in un articolo che parlava di cronaca di randagismo e non di politica. Gli ultimi dieci anni a Pozzallo – spiega Pino Asta – sono stati veramente tragici, da oggi si scrive una nuova, serena e costruttiva pagina politica nella nostra città. Resta il fatto che nessuno mi restituirà questi 9 anni e l’ingiustizia subita, sia per essere stato buttato fuori dal consiglio comunale che per l’impossibile campagna elettorale che ho dovuto sostenere nella primavera del 2017”.

1 commento

  1. “Gli ultimi dieci anni a Pozzallo sono stati veramente tracici … ” sono perfettamente d’accordo. L’ideatore di quello che hanno battezzato “PROGETTO” querelandomi per ottenere dei vantaggi ma senza che io avessi fatto alcunché faceva parte della giunta comunale in carica in quegl’anni con la carica di assessore si lavori pubblici ( lo dichiara nella SIT) – leggere per credere – . Com’è tutto un intrico.

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