Sbarco a Pozzallo. 132 i migranti arrivati. Una donna affetta da lipotimia

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Lo hanno giudicato e crocifisso. E’ morto in croce. Per salvare e redimere l’uomo. Dopo avere indicato da uomo, con il sacrificio della vita, la strada da seguire in piena libertà per vivere da veri uomini. In questo giorno che precede la Pasqua di Resurrezione sono arrivati al porto di Pozzallo 132 migranti: 102 uomini, 8 donne, 22 minori. L’operazione è stata portata a termine dalla nave militare inglese ECHO che è attraccata alla banchina commerciale alle 9.
Lo sbarco, iniziato alle 10,30 si è concluso alle 12,55. Ghana, Sierra Leone, Niger, Mali, Guinea, Burkina Faso, Senegal, Sudan, Eritrea, Gambia, Libia, Costa d’Avorio, Ciad. Queste le località di provenienza. Una donna in stato di gravidanza ed un’altra affetta da lipotimia sono state ricoverate all’ospedale di Modica. Altre due, una per sospetta frattura alle spalle ed un’altra per accertamenti, sono state accompagnate in uno degli ospedali di Ragusa. Fra i nuovi arrivati, accolti nel Centro di primo soccorso hotspot – sette i casi di scabbia. Emergenza continua, dunque, sul fronte della immigrazione.
Confessiamolo. Confessiamoci. Libertà e onestà di pensiero, la Pasqua. Comunione di intenti. Per il bene comune. Da raggiungere attraverso la verità. Che, credenti o non, è preziosissimo strumento etico. Sarà Pasqua anche per i nuovi arrivati a casa nostra se ci sforzeremo di raccontare la storia di questo esodo epocale con il rispetto dovuto all’umano dolore, alla legge di Dio e degli uomini. Legge da rispettare senza infingimenti, forzature, interpretazioni di comodo, false letture buoniste che portano fuori strada rispetto alla realtà vera di questo tragica fuga di uomini, donne e minori, coordinata e gestita da menti criminali, trafficanti di vite umane, associazioni truffaldine e finanziatori occulti e non, come il multimilionario magnate statunitense di origine ungherese George Soros che, nel 2016, ha investito 500 milioni di dollari per destabilizzare il nostro Paese favorendo lo sbarco di centinaia di migliaia di migranti sulle nostre coste, dopo averli prelevati a poche miglia dalla Libia con unità navali di alcune delle cosiddette organizzazioni non governative finite sotto il mirino della Magistratura italiana.
Inoltre, con riferimento al fenomeno migratorio, dopo molti dubbi di comodo, spesso artatamente sollevati, appare chiara e inequivocabile la conclusione tratta dalla commissione parlamentare di inchiesta nelle 132 pagine della relazione approvata prima dello scioglimento delle Camere:”La gestione dei centri di accoglienza, in Italia, è in mano ai privati. E’ evidente che il settore diviene attrattivo anche per i soggetti privi di specifiche motivazioni solidaristiche e competenze nel lavoro coi migranti, ma animati da un puro interesse speculativo nei confronti del business dell’accoglienza”.
Ma c’è di più. A seguito dell’allarme terrorismo scattato in questi giorni, il governo di Roma riconosce ora ufficialmente che la questione legata agli sbarchi debba essere vista – come sostiene l’ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, Leonardo Tricarico, oggi presidente dell’Icsa (Intelligence culture and strategic analysis) – in un’ottica diversa rispetto ad alcuni mesi addietro, in quanto adesso costituisce davvero un pericolo”. “Eravamo certi – precisa Tricarico – ed anche Minniti lo era, che fosse fuori luogo avere paura del fenomeno migratorio in quanto portatore della minaccia terroristica. Oggi non è così. Perché, dopo lo sradicamento dell’Isis dal suo territorio, diverse centinaia di combattenti stranieri, che tentano di rientrare nei propri paesi, sono allo sbando e potrebbero utilizzare proprio i barconi per rientrare. E questa è una forte insidia”.

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