
Buongiorno, mi chiamo Carmela Pitino,
mi corre l’obbligo, in qualità di portavoce pro-tempore del Comitato Civico che ha richiesto il Consiglio Comunale Aperto a Pozzallo, di dissentire pubblicamente da quanto dichiarato dal Presidente della Confcommercio Manenti. Le sue affermazioni, espresse prima in sede consiliare e poi pubblicate sulla stampa, sono apparse sin da subito approssimative e, in alcuni punti, decisamente imprecise.
In primis, è necessario ristabilire la verità storica e procedurale: la petizione online da lui tanto contestata non è lo strumento che ha determinato l’attuazione del Consiglio Comunale Aperto. L’assise è stata convocata, come dispone chiaramente la legge, grazie alla raccolta di oltre 300 firme cartacee di cittadini residenti nel Comune di Pozzallo. Trovo comunque “strano” che un Presidente di Confcommercio contesti una petizione parallela forte di 1.504 adesioni sul web. Un rappresentante di categoria avrebbe dovuto comprendere la straordinaria valenza di quei numeri: la provenienza dei firmatari da 230 diversi comuni italiani e da 20 paesi esteri dimostra il profondo legame emotivo e turistico che unisce emigrati e visitatori alla nostra città.
Mi avrebbe fatto molto piacere sapere da dove il Presidente abbia attinto il dato secondo cui a Pozzallo il 90% delle spiagge sarebbe libero, pubblico e gratuito, e solo il 10% dato in concessione. Purtroppo, essendo andato via subito dopo il suo intervento, non è stato possibile chiederglielo direttamente. C’è da scommettere che in quel generoso 90% siano stati inclusi anche i tratti di scogliera e l’intera zona portuale, aree che, com’è noto, non sono minimamente adatte alla balneazione. L’approssimazione generale, unita a un pizzico di confusione e alla strenua difesa dei concessionari, ha reso evidente come il suo sia stato solo un obbligato intervento “di parte”, lontano anni luce dal senso e dallo spirito con cui il Consiglio era stato richiesto da quei 300 cittadini che lui non ha minimamente considerato.
Per questa ragione, sento il dovere di porre nuovamente l’attenzione su quanto i firmatari hanno chiesto formalmente in una nota allegata agli atti consiliari. Le richieste sono chiare e precise: mantenere, come da legge regionale, una quota tra il 50% e il 60% di spiaggia demaniale libera, assumendo un formale impegno politico e amministrativo; non rilasciare ulteriori concessioni sul litorale delle Pietre Nere per finalità turistico-ricreative; bloccare quelle eventualmente in itinere e congelare gli ampliamenti richiesti da strutture già esistenti e di fatto già enormi. Infine, si chiede di vigilare e controllare con rigore il rispetto e l’osservanza delle norme contenute nel PUDM Comunale da parte di tutti i concessionari.
Questo percorso non è contro nessuno, ma è finalizzato al mantenimento degli equilibri sociali, al rispetto delle regole e alla salvaguardia di quel grande bene comune che è il demanio marittimo. Le nostre coste e le nostre spiagge appartengono a tutti e la loro tutela è la chiave per un reale sviluppo turistico ed economico che rispetti i bisogni dell’intera comunità. Solo muovendosi in questa direzione le Istituzioni e i soggetti che le rappresentano possono dimostrarsi credibili e godere della piena fiducia da parte dei cittadini.
Un sentito grazie alla Redazione per la consueta disponibilità e un cordiale saluto.


