Ragusa. Revisori dei conti, Calabrese: “La maggioranza di Cassì va sotto in aula”

"Su un atto raffazzonato esplode la crisi politica"
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Ragusa, 16 giugno 2026 – “L’odierna seduta del Consiglio comunale si è conclusa da neanche un paio d’ore, ma il dato politico è stato subito chiarissimo: la maggioranza del sindaco Cassì ne è uscita a pezzi. Sul punto relativo all’adeguamento dei compensi dei revisori dei conti è emersa una crisi profonda, che non può essere liquidata come un semplice incidente d’aula”.

Lo dichiara Peppe Calabrese, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, commentando la discussione sulla delibera per il riconoscimento delle maggiorazioni dei compensi del collegio dei revisori.

“Ci siamo trovati davanti a una delibera raffazzonata, costruita male e con evidenti profili problematici”, afferma Calabrese. “L’atto nasce dal tentativo di recuperare maggiorazioni non inserite nella delibera originaria di nomina, dopo una diffida formale degli stessi revisori. Ma un errore precedente non può essere sanato scaricando sul Consiglio un provvedimento confuso”.

La proposta iniziale prevedeva due maggiorazioni fino al 10% ciascuna, per un incremento complessivo del 20% e un costo stimato di circa 15 mila euro l’anno. Le opposizioni avevano chiesto il ritiro dell’atto, per riscriverlo correttamente e riportarlo in aula con tutti i chiarimenti necessari.

“L’amministrazione, però – spiega il capogruppo dem – ha preferito intestardirsi e respingere la richiesta di ritiro solo per non riconoscere le ragioni della minoranza. Ma sono stati i numeri in Consiglio a smentire il sindaco e la sua maggioranza”.

L’emendamento presentato da un consigliere di maggioranza per dimezzare le maggiorazioni, portandole dal 10% + 10% al 5% + 5%, non è passato: 10 favorevoli, 9 contrari e un astenuto. Subito dopo, sul voto dell’atto principale, diversi consiglieri hanno lasciato l’aula: sono rimasti in 11, facendo mancare il numero legale.

“Quando una maggioranza non riesce a garantire il numero legale su un proprio atto, e al proprio interno emergono voti contrari e astensioni, vuol dire che qualcosa si è rotto”, conclude Calabrese. “Il Consiglio comunale non è un passacarte della giunta. Il dato politico è chiaro: sulla delibera dei revisori la maggioranza di Cassì è andata sotto, mostrando tutta la propria fragilità davanti alla città”.

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