
VITTORIA, 30 Maggio 2026 – Non c’è pace per l’amministrazione comunale di Vittoria. Se sul fronte strettamente politico-contabile il Consiglio continua a produrre rinvii strategici — con la patata bollente del rendiconto finanziario slittata ai primi di giugno sotto l’ombra di un possibile commissariamento —, è sul piano della gestione della Polizia Locale che la tensione ha raggiunto i livelli di guardia, trasformandosi in una vera e propria spaccatura istituzionale.
Il fulcro del malcontento si concentra negli uffici del Comando di Via Gaeta. Secondo quanto emerge dalle cronache interne, la convivenza professionale all’interno della struttura è diventata insostenibile: il nodo centrale è l’assioma, ormai evidente, che due comandanti non possano coabitare nello stesso comando di polizia. La goccia che ha fatto traboccare il vaso coincide con l’arrivo del nuovo dirigente di ruolo, Alessandro Basile, la cui presa di servizio ha immediatamente innescato profonde frizioni, considerato che il Comando sinora era stato ben diretto da Filippo Pancrazi.
I segnali di questa crisi non sono passati inosservati. Clamoroso è stato il gesto dell’alto ufficiale del comando che, nei giorni scorsi, ha ritirato la propria divisa personale — completa di tutte le mostrine, torri e stelle cucite sui polsini che ne testimoniano il grado — manifestando in modo palese un dissenso profondo rispetto al nuovo corso. Quella avviata da Basile viene, infatti, descritta come una vera e propria “rivoluzione copernicana” nell’organizzazione del corpo, un ribaltamento degli assetti e delle gerarchie consolidate che ha generato forti malumori.
Il nuovo dirigente, dal canto suo, ha chiarito fin da subito la propria linea d’azione. Appena insediatosi, Basile ha voluto incontrare e salutare individualmente tutto il personale in forza alla polizia locale, procedendo a una redistribuzione capillare di compiti, incarichi e raccomandazioni di servizio. L’obiettivo dichiarato è quello di esercitare appieno e senza compromessi l’incarico formale conferitogli dal sindaco Francesco Aiello, senza assumere il ruolo di un semplice “dirigente a interim”, ma operando un profondo restyling operativo della struttura.
Le ripercussioni di questo scontro interno non tarderanno a manifestarsi anche sul piano pubblico e cerimoniale. Con le imminenti ricorrenze istituzionali del 2 giugno (Festa della Repubblica), della festività del Sacro Cuore e del patrono San Giovanni, tutti gli occhi saranno puntati sulle prime uscite ufficiali. Sarà proprio in quelle occasioni che si comprenderà la reale portata della crisi: resta infatti da vedere quale figura, in alta uniforme, affiancherà formalmente il sindaco in fascia tricolore accanto alle massime autorità civili, militari e religiose della città.


