Serie D. Ragusa Calcio, verdetto rimandato: contro il Palermo è KO, ora la “finale” salvezza con il Messina

Un "Campo" gelato dalle reti di Rafele e Matera. Gli azzurri cadono in casa, ma nel play-out contro i peloritani avranno a disposizione due risultati su tre per restare in Serie D
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RAGUSA, 04 Maggio 2026 – Il traguardo era lì, a un passo, ma il destino ha deciso di sottoporre il Ragusa all’ultimo, durissimo esame. La sconfitta interna rimediata oggi contro l’Athletic Palermo cancella le speranze di salvezza diretta, condannando gli azzurri alla lotteria dei play-out. Sarà una sfida senza appello, un dentro o fuori contro il Messina che deciderà il futuro del club.

La partita odierna ha vissuto il suo momento di rottura nella ripresa. L’Athletic Palermo, cinico e ben organizzato, ha colpito duramente per due volte: prima con Rafele e poi con Matera, bravi a sfruttare le incertezze di una retroguardia azzurra apparsa contratta dalla tensione.

Sotto di due reti, la reazione del Ragusa è stata di puro orgoglio. Sinatra ha riaperto i giochi, riaccendendo le speranze del pubblico locale, ma il forcing finale – convulso e generoso – non ha prodotto il gol del pareggio che avrebbe cambiato lo scenario. Al triplice fischio, il tabellone recita una sconfitta che brucia, ma che non deve togliere lucidità.

Nonostante l’amarezza, la classifica sorride ancora parzialmente alla squadra di Lucenti. Nella partita secca contro il Messina, che si disputerà proprio a Ragusa, gli azzurri avranno a disposizione due risultati su tre. Grazie al miglior piazzamento ottenuto nella regular season, infatti, il Ragusa festeggerà la salvezza non solo in caso di vittoria, ma anche in caso di pareggio al termine dei tempi regolamentari (ed eventuali supplementari). Un “bonus” fondamentale che obbliga il Messina a vincere a tutti i costi per non retrocedere.

Nel post-gara, tra le file ragusane prevale il rammarico per l’occasione sprecata, ma la dirigenza ha già voltato pagina, lanciando un appello accorato alla tifoseria. L’obiettivo è trasformare lo stadio in una bolgia: il calore della città dovrà essere il dodicesimo uomo in campo in quella che è, a tutti gli effetti, la partita dell’anno.

“Il destino è ancora nelle nostre mani”, è il mantra che filtra dagli spogliatoi.

Ora serviranno i nervi saldi. Lucenti dovrà lavorare sulla testa dei suoi ragazzi: servirà coraggio per aggredire la partita, ma anche la pazienza necessaria per gestire il vantaggio della classifica. Novanta minuti (o forse centoventi) separano il Ragusa dall’inferno della retrocessione o dal sollievo della permanenza. Una battaglia sportiva epica dove, stavolta, non sono ammessi errori. Il futuro inizia ora.

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