A proposito della prevenzione e diritto alle cure. Riceviamo

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Ancora una volta a fronte dell’impegno straordinario di gran parte del personale sanitario, negli ambulatori, nei reparti ospedalieri e soprattutto  nei pronto soccorso, si contrappone una fallimentare strategia organizzativa dell’azienda sanitaria di Ragusa.

Purtroppo siamo costretti a dover rendere pubblici altri due esempi di malasanità che confermano l’urgenza di un radicale cambiamento al vertice dell’Asp.
Al signor L.G. , affetto da tumore alla vescica, il medico prescrive una uretrocistoscopia da effettuare al massimo entro 60 giorni.
Dopo aver ottenuto una prenotazione a sei mesi il paziente inoltra un’istanza, per ottenere il previsto “percorso di tutela” disciplinato da precise disposizioni ministeriali e regionali. Ribadiamo che il paziente ha tutto il diritto di accesso a questa procedura.
Ebbene la risposta dell’azienda , che riportiamo integralmente, è incredibile.
A prescindere dal tono ipocritamente cortese,  l’ufficio competente fa il  generico riferimento ad un inafferrabile  “team aziendale” senza motivare le ragioni del diniego e poi, con ignobile perfidia, rimanda alla lettura del P.N.G.L.A. (piano nazionale governo liste di attesa) consultabile nel sito dell’Asp.
Accedendo al sito Asp, il signor L.G. (come chiunque ) nota che l’argomento in questione  è trattato riproducendo, 191 pagine. Il PNGLA a sua volta rimanda al P.R.G.L.A. (piano regionale) anch’esso riprodotto in 161 pagine.
Insomma l’azienda sanitaria, non motivando il diniego,!! costringe a consultare ben 352 pagine !!
Ma non è finita.
Da quasi un mese i genitori di un bambino epilettico sono alla ricerca di uno specifico farmaco salvavita. Si sono rivolti al reparto di pediatria dell’ospedale di Vittoria, dove ben conoscono il caso, e disperati si sono rivolti anche a  tutte le farmacie della provincia di Ragusa senza poter ottenere il farmaco.
Tutti i giorni leggiamo notizie di fantomatiche campagne di prevenzione , con le foto in prima fila degli immancabili burocrati della sanità. Altro che prevenzione e diritto alle cure e tutela della
salute.
Ciò che una volta era un modello oggi appare  sempre più inquinato dalle incapacità gestionali e dagli  abusi. Come recentemente ribadito, dalla relazione della Commissione Regionale Antimafia, nel sistema sanitario prosperano le infiltrazioni mafiose.
Rosario Gugliotta

presidente Rete Civica Articolo 32 Ragusa

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