Modica, il “miracolo” di San Nicolò Inferiore: trent’anni di storia tra fede e arte rupestre

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Modica, 23 Marzo 2026 – Le recenti Giornate FAI di Primavera hanno riacceso i riflettori su uno dei tesori più preziosi e affascinanti del Sud-Est siciliano: la chiesa rupestre di San Nicolò Inferiore. L’evento non ha solo celebrato la bellezza del sito, ma ha segnato l’inizio dei festeggiamenti per il trentennale della sua apertura al pubblico, avvenuta nel 1996 grazie alla lungimiranza del Centro Studi sulla Contea di Modica.

Scavata interamente nel cuore di Modica Bassa, San Nicolò Inferiore è molto più di un luogo di culto: è un palinsesto visivo che racconta il passaggio della Sicilia dal Medioevo ai giorni nostri.

Considerata la chiesa più antica della città, rappresenta la massima testimonianza di architettura rupestre normanna nel Val di Noto.

I suoi 45 metri quadrati custodiscono quattro cicli di affreschi (XII, XIV e XVI secolo). Al centro dell’abside troneggia il Cristo Pantocratore, icona bizantina racchiusa in una mandorla e circondata da angeli.

La presenza di elementi come l’iconostasi e il syntronon suggerisce l’origine orientale del sito (IX secolo), testimoniando la transizione unica dal rito greco-ortodosso a quello latino.

La storia moderna di San Nicolò sembra uscita da un romanzo. Sul finire degli anni ’70, un ragazzino entrò in un vecchio dammuso per recuperare un pallone perduto. Tra la polvere e l’oscurità, vide apparire il volto maestoso di Cristo.

Il giovane raccontò l’accaduto a Duccio Belgiorno, allora direttore del Museo Civico Archeologico, ma solo nel 1987 il ritrovamento divenne ufficiale. Nel 1996, il Centro Studi sulla Contea acquisì l’immobile per salvarlo dal degrado, affidandone la gestione nel tempo alla Coop. Etnos e all’Associazione VIA.

Il successo delle Giornate FAI, animate dagli “Apprendisti Ciceroni” degli istituti Santa Marta-Ciaceri e “Giovanni Verga”, conferma che l’identità di Modica non si esaurisce nel tardo-barocco o nel celebre cioccolato.

“San Nicolò è la porta d’accesso a una Sicilia segreta,” spiegano gli esperti. “Un viaggio nel trogloditismo che collega Modica alle grotte di Chiafura a Scicli e agli insediamenti di Cava d’Ispica.”

Nel 2021, la chiesa è stata ufficialmente riconosciuta come “Luogo del Cuore” dal FAI, ottenendo i finanziamenti necessari per il restauro degli affreschi. Nonostante parte della struttura originale sia andata perduta con il sisma del 1693 e sia oggi parzialmente nascosta dall’ex chiesa di San Nicolella, il sito continua ad attrarre visitatori da tutto il mondo, confermandosi un pilastro della cultura rupestre siciliana.

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