La scuola di Sampieri chiude: una comunità abbandonata. Riceviamo

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SAMPIERI, 10 Marzo 2026 – I genitori di Sampieri apprendono con amarezza che il plesso scolastico del paese non avrà una prima classe elementare il prossimo anno scolastico. Fra due anni non ci sarà più alcuna classe della scuola primaria. Il plesso chiuderà.
Non è una questione demografica. I bambini ci sono, pochini ma ci sono: 7 a Sampieri, 5 a Cava D’Aliga.
La logica porterebbe ad attivare una prima classe a Sampieri, il provveditorato permette classi di almeno 10 alunni per i piccoli centri.
E invece no. È una questione di trasporti: non esiste un collegamento che permetta alle famiglie di Cava D’Aliga non automunite di raggiungere la scuola di Sampieri, mentre esiste uno scuolabus che porta i bambini del paese verso altri plessi. Abbiamo chiesto un minibus da 9 posti, una sola tratta, due corse al giorno. Non è stato possibile.
Va detto con chiarezza: il plesso di Sampieri non ha mai beneficiato di un servizio scuolabus, né proveniente da altri paesi né dalle campagne circostanti. Non oggi, non ieri. Nessuna giunta comunale, nel corso degli anni, ha mai ritenuto necessario porvi rimedio. Una miopia collettiva e trasversale, che oggi presenta il conto.
A questo si aggiunge la mancata applicazione di un accordo consolidato: da anni esiste un patto per cui la prima classe della primaria si forma ad anni alterni, un anno a Sampieri e uno a Cava d’Aliga. Quest’anno toccava a Sampieri. Il Comune non ha sostenuto questo accordo, e senza il trasporto le famiglie hanno dovuto scegliere il male minore. Un impegno disatteso nel momento in cui era più necessario rispettarlo.
Abbiamo eletto un genitore in Consiglio di Istituto per essere sempre presenti in ogni discussione, abbiamo incontrato il sindaco, abbiamo argomentato, documentato, aspettato. Il risultato è questo.
Ma c’è anche la beffa. La prima elementare che verrà attivata a Cava D’Aliga sarà con il programma di 40 ore (il cosiddetto tempo pieno) con uscita alle 16.30 e i sette bambini di Sampieri dovranno essere prelevati per forza dalle famiglie. Si deduce perciò, sette famiglie di Sampieri hanno meno diritto di cinque famiglie di Cava D’Aliga.
La scuola di Sampieri inoltre non è solo un plesso tra tanti: è l’ultima istituzione pubblica rimasta nel paese. Quando la primaria chiuderà, resterà la speranza della scuola dell’infanzia, che potrebbe tenere aperto il plesso. Ma sarà ben poco per una comunità che vorrebbe avere un futuro. Le famiglie che vorrebbero abitare stabilmente a Sampieri esistono, ma le case non sono accessibili: il mercato immobiliare è ormai dominato dagli affitti brevi, e chi vorrebbe mettere radici non trova né prezzi né disponibilità. La scuola era l’ultimo argomento per restare, o per arrivare.
Una comunità non si costruisce solo d’estate. Sampieri meritava una risposta diversa.

I genitori di Sampieri

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