
Ragusa, 07 marzo 2026 – All’impianto sportivo Pappalardo di Ragusa la scena che si presenta in questi giorni è purtroppo sempre la stessa: acqua che filtra dal tetto, pozzanghere sul pavimento e una parte della superficie ormai inutilizzabile. Le foto scattate ieri pomeriggio alle 17 confermano un problema che non è più episodico ma strutturale, con conseguenze immediate per chi dovrebbe allenarsi e per chi, semplicemente, vorrebbe poter contare su un impianto sportivo funzionante.
A complicare tutto c’è l’assenza di qualsiasi forma di controllo: l’impianto è accessibile a chiunque, in qualsiasi momento. Una condizione che espone la struttura a rischi evidenti, soprattutto in questa fase in cui l’amministrazione ha sospeso ogni attività di paravolontariato, condizione che lascia gli impianti senza custodi e senza figure di riferimento. Un vuoto che pesa, perché significa non solo mancanza di vigilanza, ma anche impossibilità di garantire un uso ordinato e sicuro degli spazi.
Il consigliere comunale Sergio Firrincieli interviene sulla vicenda con un approccio pragmatico, evitando toni di denuncia e concentrandosi invece su ciò che si può fare subito. «Il Pappalardo – spiega – non può restare in questa condizione. Non serve puntare il dito, serve capire come riportarlo alla piena funzionalità. Le società sportive hanno bisogno di programmazione, e oggi non possono farlo perché non sanno quando e come potranno rientrare». Firrincieli propone alcuni passaggi concreti: una verifica tecnica rapida per individuare i punti critici del tetto e intervenire sulle infiltrazioni; una valutazione immediata dei danni a pareti e pavimento per stabilire tempi e modalità di ripristino; e soprattutto una soluzione temporanea per il controllo degli accessi, anche minima, ma sufficiente a evitare che la struttura resti completamente esposta. «Non possiamo permettere – aggiunge – che un impianto così importante resti sospeso in un limbo. Ogni giorno che passa è un giorno perso per atleti, famiglie e associazioni. Serve un intervento coordinato, anche provvisorio, ma che dia un segnale chiaro: il Pappalardo non è stato abbandonato».
La situazione richiede dunque una risposta rapida e concreta. Non si tratta solo di riparare un tetto che perde, ma di restituire alla città uno spazio che, se funzionante, rappresenta un punto di riferimento per l’attività sportiva e sociale di Ragusa.




