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Pozzallo. Ammatuna: “Danni per due milioni di euro”. Distrutto anche il “cigno” della Pietra Spaccata

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Pozzallo, 21 Gennaio 2026 – La pioggia incessante ha fatto capolino sulla città di Pozzallo anche nella giornata di mercoledì. Alle ore 13 e per ben due ore, una pioggia lenta e per nulla disturbante ha bagnato i resti della mareggiata di lunedì e martedì. Ben altra storia, invece, il cronista deve raccontare, facendo la conta dei danni dei primi due giorni della settimana. Il quadro che si presentava mercoledì mattina era assai desolante. Le spiagge erano un cumulo di detriti, l’acqua del mare ha coperto la battigia ed è entrata a bagnare le fondamenta di legno dei vari lidi, sistemati ad una quindicina di metri dalla riva, andando in alcuni casi ben oltre. Danni che il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, ha quantificato (in un video diffuso dalla pagina Facebook del Comune di Pozzallo) in due milioni di euro per la città e all’incirca per 600 mila euro per le strutture private. Il sindaco pozzallese ha redarguito le istituzioni regionali e nazionali affinché questi aiuti possano arrivare nel ristretto giro di pochi mesi, auspicando dialogo e celerità per lo stanziamento dei fondi. Domani sarà approvata in Giunta la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità.
Non tutti, però, hanno annuito alla proposta del sindaco, esclusivamente per la parte legata ai finanziamenti ai lidi privati. In mattinata è montata una protesta social dove in molti si chiedevano la seguente motivazione: perché i proprietari dei lidi privati non smontano, finita la stagione estiva, i rispettivi chalet? “Se hanno guadagnato fior di soldini – ha scritto un cittadino – perché non smontano tutto e ripristinano appena inizia la stagione? Perché dobbiamo pagare noi che paghiamo le tasse per la loro incuranza?”. Il dibattito è aperto.
Chi, invece, ha il cuore lacerato, fra le tante segnalazioni avute in redazione, è colui che ha visto sgretolarsi, per colpa della furia del mare, il “cigno” del litorale nei pressi di Pietra Spaccata, il confine immaginario di demarcazione fra le spiagge del Primo Scivolo e Secondo Scivolo. Luogo romantico e di ritrovo per coppie, dove gli innamorati si sono scambiati promesse, spesso associato a leggende di amore eterno, essendo altresì un punto panoramico molto amato per foto e momenti speciali, con una bellezza naturale che, da sempre, ha ispirato il romanticismo. Ebbene, da ieri notte, il “cigno”, come molti lo chiamavano, non c’è più. Restano le foto sui vari motori di ricerca, a perenne ricordo di una tragica e alquanto nefasta notte di metà gennaio.

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