Modica, l’ombra del “fuori tempo” sui cantieri PNRR: interrogazione urgente a Palazzo San Domenico

A meno di 90 giorni dalla scadenza dei termini, numerosi lavori sono ancora lontani dal completamento. Scatta l’allarme: “Rischio concreto di dover restituire i fondi”
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MODICA, 20 Dicembre 2025 – Il claim “Modica città cantiere”, più volte ribadito dall’Amministrazione comunale per sottolineare il fermento dei lavori legati al PNRR, si scontra oggi con la dura realtà del calendario. Siamo a dicembre 2025 e il traguardo fissato per la chiusura delle opere è ormai dietro l’angolo. Eppure, a meno di tre mesi dalla scadenza, la città si presenta costellata di transenne, scavi e lavori ancora in alto mare.

Una situazione di stallo che ha spinto il consigliere comunale del Pd, Giovanni Spadaro –  alla presentazione di un’interrogazione urgente per fare luce sullo stato di avanzamento di progetti che, pur essendo formalmente avviati, mostrano evidenti ritardi nell’esecuzione.

L’esponente di Opposizione   pone l’accento su una discrepanza tra gli annunci e la realtà visibile per le strade della città. Nonostante l’appalto e l’avvio formale, molti dei cantieri sembrano procedere a rilento o risultano incompleti. Quattro i quesiti chiave posti all’Amministrazione:  qual è la percentuale reale di avanzamento dei lavori per ogni singolo progetto PNRR ancora aperto?  Quali ostacoli hanno determinato i ritardi o, in alcuni casi, la sospensione dei lavori?  Quali azioni concrete si intendono intraprendere per accelerare i ritmi e consegnare le opere entro i termini?  Esiste la possibilità reale che il Comune debba restituire i finanziamenti già ricevuti in caso di mancata conclusione nei tempi previsti?

“Il timore più grande espresso nell’atto è quello di un “default PNRR”. Sebbene si auspichi una proroga ministeriale o europea, l’assenza di tale certezza espone Modica a un duplice rischio: un danno d’immagine per una macchina amministrativa che non riesce a finalizzare le risorse, ma soprattutto un gravissimo danno economico. Senza la conclusione dei lavori, infatti, le somme già erogate potrebbero dover essere restituite alle casse dello Stato, lasciando la città con opere incompiute e debiti da colmare – dice Spadaro -. Il tempo delle rassicurazioni verbali sembra essere terminato. La città attende ora risposte tecniche e cronoprogrammi certi. Modica non può permettersi di perdere il treno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: la scommessa sulla modernizzazione della città non può finire in un cantiere abbandonato.

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