Cerca
Chiudi questo box di ricerca.

Providence, Brown sotto shock: due morti e il movente che ancora manca

Tempo di lettura: 2 minuti

 

foto © Giannino Ruzza

di Giannino Ruzza

C’eravamo anche noi alla Brown University il 7 luglio 2024, in una giornata tranquilla e luminosa, quando l’area del parco era piena di persone e il campus viveva un viavai continuo di studenti provenienti da tutto il mondo; famiglie, ragazzi e ragazze camminavano tra i viali, scattavano foto, ascoltavano spiegazioni, partecipavano a una visita che aveva il tono di una festa ordinata e serena, con l’università attenta ad accogliere offrendo acqua e ristoro a studenti e visitatori, mentre nei prati e negli edifici si respirava un senso diffuso di apertura e normalità; nulla, in quel momento, lasciava immaginare che poco più di un anno dopo lo stesso luogo sarebbe diventato il centro di una drammatica vicenda di cronaca nera, trasformando uno spazio di studio e incontro in teatro di una violenza inattesa che ha spezzato vite e incrinato per sempre l’idea di sicurezza associata a quel campus. Il riferimento ci riporta alla sparatoria del 13 dicembre scorso avvenuta all’interno di un edificio accademico della Brown University che ha spezzato la routine del campus e della città, lasciando due studenti uccisi e diversi feriti, alcuni dei quali ricoverati in condizioni gravi, e aprendo una lunga giornata di allerta, sirene e informazioni frammentarie; l’attacco è avvenuto in un’area frequentata da studenti e ricercatori, costringendo l’università a sospendere le attività e a invitare tutti a rimanere al riparo mentre la polizia metteva in sicurezza la zona e avviava le prime verifiche, rese più complesse dalla limitata copertura delle telecamere interne e dalla necessità di distinguere rapidamente tra segnalazioni attendibili e voci incontrollate; le vittime identificate sono Ella Cook e Mukhammad Aziz Umurzokov, nomi che hanno dato un volto umano a una cronaca che, nelle prime ore, rischiava di ridursi a numeri e procedure, mentre l’FBI si è affiancato alle forze dell’ordine locali e ha diffuso immagini utili all’identificazione di una persona ritenuta centrale per l’indagine, accompagnandole con l’annuncio di una ricompensa per informazioni decisive; un fermo iniziale, presentato come una possibile svolta, è stato successivamente revocato per insufficienza di elementi, passaggio che ha confermato la cautela degli inquirenti nel non forzare conclusioni sotto la pressione dell’opinione pubblica; sul movente, a distanza di giorni, non esiste ancora una versione ufficiale accertata e l’inchiesta procede lungo i canali consueti dei casi di violenza armata, dall’identificazione certa dell’autore alla ricostruzione dei suoi spostamenti, dall’analisi delle tracce digitali e delle relazioni personali alla verifica di eventuali segnali pregressi, consapevole che attribuire “ragioni” senza riscontri significherebbe tradire il lavoro investigativo; nel frattempo il campus, fisicamente intrecciato al quartiere di College Hill, ha rafforzato la sicurezza e attivato servizi di supporto psicologico, mentre Providence misura l’impatto di un episodio che riapre il dibattito sulla sicurezza negli spazi universitari e sulla difficoltà di prevenire atti improvvisi, e l’inchiesta entra nella sua fase più silenziosa e decisiva, fatta di pazienti incroci, analisi di video privati e testimonianze, lontana dai riflettori ma necessaria per trasformare la cronaca in verità accertata. In sintesi: la caccia al responsabile è ancora aperta, la persona inizialmente fermata è stata rilasciata per mancanza di prove, e le autorità chiedono aiuto pubblico tramite video e una ricompensa per informazioni. Il movente e l’identità certa dell’autore non sono ancora stati resi noti dalle fonti ufficiali di indagine.

© Riproduzione riservata
586334

I commenti pubblicati dai lettori su www.radiortm.it riflettono esclusivamente le opinioni dei singoli autori e non rappresentano in alcun modo la posizione della redazione. La redazione di radiortm.it non si assume alcuna responsabilità per il contenuto dei commenti e fornirà, eventualmente, ogni dato in suo possesso all’autorità giudiziaria che ne farà ufficialmente richiesta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Articoli correlati

RTM per il cittadino

Hai qualcosa da segnalare? Invia una segnalazione in maniera completamente anonima alla redazione di RTM

UTENTI IN LINEA
Torna in alto