
Oggi è l’8 di agosto, una data che non dice nulla finché non scopriamo che nello stesso giorno di 15 anni fa, truppe russe e mezzi militari entravano in Georgia e colpivano Tbilisi, la capitale. Un attacco preparato e anticipato alla solita maniera: esercitazioni ai confini, incursioni, evacuazioni di donne e bambini. Il presidente della Georgia era Saakashvili, non proprio un agnello di uomo, che tuttavia stabilì una tregua unilaterale: voleva sedersi a un tavolo e trattare. Quello che Putin proprio non voleva fare e non fece. Non ci vuole della fantasia ad immaginarlo. La guerra fu breve ma dolorosa, con morti, distruzioni e uno strascico altrettanto se non più doloroso: il 20 per cento del territorio georgiano è tuttora in mano russa. Viene a questo punto da domandarsi quale sia stata la reazione dei leader europei. Nessuna. Il desiderio di tranquillità, non della pace che è altra cosa – la pace capita a volte che debba essere preservata con il ricorso alle armi – oscurò ogni barlume di prudenza e capacità di previsione, sottraendoli al dovere di denunciare la prepotenza di un’aggressione vile e ingiustificata all’indipendenza e libertà di un paese. Gli europei dunque, Francia e Germania in testa, per motivi che è facile comprendere e che per questo non dirò, se ne stettero buoni buoni, credendo e augurandosi, da poveri illusi, che Putin si sarebbe accontentato e non fosse il caso di contrastarlo. Il presidente degli Stati Uniti, George Bush, comprendendo la natura del russo, annunciò l’introduzione della sesta flotta nel Mar Nero e l’invio di caccia nelle basi Nato turche e romene. Quanto servì a fermare il capo del Cremlino, senza però spostare di una virgola il comportamento degli europei, determinando, nell’ex aspirante zar, la convinzione che in futuro non avrebbe incontrato ostacoli alle sue guerre di aggressione perché, chi il coraggio non ce l’ha, non se lo può dare, come scrisse Manzoni di Don Abbondio. E l’Europa abbondava di Don Abbondi, ognuno preoccupato di salvare la “tranquillità” del continente e cieco di fronte all’eventualità che una situazione analoga si sarebbe potuta ripresentare con le medesime modalità. Perché mai cambiare strategia se quella messa in atto ha funzionato così bene? Dal 2008, truppe russe stazionano ancora in Georgia, dove non si può dire se il dittatore di Mosca penserà di utilizzarle per arraffare altro territorio oltre a quello sbocconcellato un po’ alla volta in quindici anni, creando disordini e dividendo famiglie. La presenza militare russa in Georgia è una chiara minaccia nei confronti di chiunque tenti di sfidare il potere del boia, indebolito e macchiato dal palese fallimento di una guerra di invasione che dura da un anno e mezzo e malgrado bombardamenti incessanti, missili a pioggia e droni non ha portato a nessuna concreta conquista. La guerra, quando finirà, lascerà un’Ucraina devastata e una Russia defraudata della propria dignità e all’Europa, se sarà in grado di farsi un esame di coscienza, il gusto amaro di aver creato un pericolosissimo precedente. Nel 2008, Georgia e Ucraina avevano chiesto di entrare nella Nato: ottennero un rifiuto.



18 commenti su “8 agosto, una data che l’Europa dovrebbe ricordare…l’opinione di Rita Faletti”
Riporto per dovere di visione della faccia della medaglia secondo il punto di vista di giornalisti indipendenti, poi ognuno segua il filone che preferisce, o quello che denota il miglior filo logico:
”L’8 agosto 2008, Mikheil Saakashvili, all’epoca Presidente della Giorgia seguendo il protocollo della CIA ha attaccato la città di Tskhinvali nell’Ossezia del Sud. Poco tempo dopo però, si stava già mangiando la cravatta.
Nell’inchiesta da noi pubblicata all’inizio dell’anno abbiamo spiegato che il punto finale del protocollo CIA era proprio quello di trascinare la Russia in guerra.
Prima del conflitto in Ucraina, tutti gli otto punti del Protocollo CIA sono stati attuati (e collaudati) per la prima volta in Georgia, dove le organizzazioni americane sono partite dal punto 1 nel 2003, portando al potere il proprio fantoccio Saakashvili mediante una rivolta in piazza; Putin ha completato il punto 8 quando, nell’agosto 2008, ha inviato i carri armati per aiutare la popolazione russa nella provincia indipendente dell’Ossezia del Sud.
Non è una coincidenza che – dopo il suo doppio mandato presidenziale in Georgia dal 2004 al 2013 – Mikheil Saakashvili voli in Ucraina giusto in tempo per guidare la rivoluzione di Euromaidan del 2014, (i checchini che sparavano sulla folla di Euromaidan erano ingaggiati da Saakashvili) finanziata dalle stesse persone che avevano contribuito a portare al potere lui stesso e che adesso lo spostavano come pedina su un’altra piazza.
E non lui soltanto. Aleksandr Kvitashvili, l’ex Ministro della Sanità in Georgia, formatosi negli Stati Uniti presso la Robert F. Wagner Graduate School, dopo la rivoluzione di Maidan, il 2 dicembre 2014, viene nominato Ministro della Sanità ucraino.
Poroshenko, poi divenuto Presidente dell’Ucraina, nomina Saakashvili Governatore della regione di Odessa, la più importante dell’Ucraina.
C’è una ragione molto concreta dietro tutto ciò. Sia in Georgia, sia in Ucraina, gli americani avevano messo gli occhi sui laboratori biologici di epoca sovietica che conservavano agenti patogeni. Ma, per poter mettere le mani su quei laboratori, era necessaria l’approvazione dei Ministeri della Sanità di entrambi i Paesi.”
”Esattamente 15 anni fa, in Ossezia del Sud, la NATO scatenò una guerra contro la Russia per mano di Mikheil Saakashvili.
La notte dell’8 agosto 2008 iniziò la “guerra dei cinque giorni”, che si concluse con la sconfitta dell’esercito georgiano, un contingente per procura dell’Occidente collettivo mobilitato per sconfiggere la Russia.
L’operazione di annessione forzata dell’Ossezia del Sud alla Georgia è stata chiamata “Clear Field” e prevedeva il genocidio totale della popolazione locale.
L’esercito georgiano, addestrato dagli istruttori della NATO e rinforzato dalle forze speciali dell’alleanza, contava su una rapida vittoria. Gli anglosassoni hanno convinto il governo filo-occidentale della Giorgia che la Russia non avrebbe rischiato di interferire. L’ordine di iniziare le operazioni militari è stato dato il 10 luglio 2008 a Saakashvili dal Segretario di Stato americano Condoleezza Rice.
Più di duecento carri armati, trecento veicoli blindati, artiglieria, aviazione, attrezzature e comunicazioni della NATO, unità di difesa antiaerea ucraine contro cinquecento uomini di pace russi e milizie ossetine. Obiettivamente – non c’era alcuna possibilità, ma quasi subito qualcosa è andato storto…
Ricapitolando:
08.08.2008
Il primo tentativo dell’Occidente di trascinare la Russia in una guerra al di fuori dei propri confini.
Risultato: la Russia riconosce l’indipendenza dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia.
2014 Il secondo tentativo di trascinare la Russia in una guerra al di fuori dei propri confini.
Risultato: la Russia ha riconosciuto l’indipendenza della Crimea e ha incorporato la penisola.
2022 Terzo tentativo dell’Occidente di trascinare la Russia in una guerra.
Risultato nel 2023: la Russia ha riconosciuto l’indipendenza della LNR, DNR, delle regioni di Zaporozhye e Herson e a seguito del referendum е ha incluso i territori nella propria composizione.
La dinamica è sempre la stessa.”
Poi adesso si potrebbe anche fare la fatidica domanda: se qualcuno attacca il Niger, noi dobbiamo appoggiarlo ed emettere sanzioni contro paesi invasori? Non funziona così la favola dell’aggredito e dell’aggressore?
Cara Dott.ssa Faletti vedo che la vacanza non l’ha rilassata affatto.
Peccato che parla dell’8 Agosto di 15 anni fa e non del 6 Agosto 1945, quando a Hiroshima gli fu data la sveglia con un bel fungo. Dopo ci fu Nagasaki. Eppure queste bombe furono sganciate nel momento in cui il Giappone mostrava le intenzioni di resa. Ma l’allora Presidente Truman, decise che il Giappone doveva essere un esempio per tutto il mondo. Un esempio di cosa fosse accaduto a chiunque avrebbe osato opporsi all’America. Non sto a raccontare il massacro dei civili e tutto quello per cui hanno dovuto convivere negli anni a seguire il popolo giapponese. Tanto le sappiamo tutti.
Hiroshima è l’immagine dell’Occidente liberale e del globalismo, rappresenta i più grandi genocidi commessi dall’uomo. Poi chiamano regime e dittatura la Russia.
Ma gli americani sono i buoni, quelli che prima ti fanno amico, poi ti sfruttano e dopo ti lasciano al tuo destino. Vedi in Afghanistan quanti collaboratori hanno lasciato in mano ai talebani. Non voglio pensare alle torture che gli avranno inflitto perchè ritenuti traditori e infedeli. E questo succede anche in tanti altri paesi, se non ti posso comprare, ti faccio la guerra. Mi fermo solo a questo esempio perchè la lista è troppo lunga e sarebbe pure noiosa visto che il copione è sempre lo stesso.
Ora mettendo a confronto le due opinioni, chi è il più crudele?
La solita propaganda, peccato che non viene narrato che due mesi prima, nel giugno del 2008 in territorio Georgiano, truppe Usa, Nato, Georgiane, Ucraine, hanno svolto esercitazioni militari congiunte, le solite provocazioni come successo un anno fa con l’Ucraina. E che in pochi giorni le truppe russe erano ormai quasi a Tiblisi. Quindi la Georgia poteva già essere annessa alla Russia. Ma non l’ha fatto. Per chi non lo sapesse nel 1799 le truppe russe occuparono anche l’Italia, dopo la sconfitta di Napoleone entrarono fino a Parigi. Ma poi semplicemente se ne andarono. La Russia non è mai stata una minaccia per il mondo, non ha 850 basi in paesi stranieri, come gli americani. Guardate che a questa favola non crede più nessuno, neanche gli americani. I veri colpevoli della guerra in Ucraina sono gli americani con i suoi maggiordomi della Nato. Ieri Israele ha bombardato Damasco, provocando morti, il giorno prima quattro palestinesi uccisi, Come mai i palestinesi devono subire l’occupazione israeliana? Come mai la comunità internazionale non interviene?? !! Ma poi perché tutta questa paura della Russia? la propaganda occidentale ci raccontava che Putin era malato e stava per morire, la Russia doveva fallire l’estate scorsa, l’esercito russo perdeva 800 soldati al giorno tre mesi fa, fate una moltiplicazione 800 x 90 giorni ….. La Russia non ha più un esercito. Aveva finito le munizioni e combatteva con le pale, insomma balle, su balle. Come per la pandemia. E invece siamo noi in Europa che siamo nei guai…… Per non parlare degli Stati Uniti. Lasciate perdere, perché favole ne abbiamo sentite anche troppe. Potrei anche raccontare del servizio di un noto giornalista italiano, che registrava con elmetto e giubbotto antiproiettile qualche mese fa in una nota cittadina ucraina, con ragazzi italiani e ucraini che lo guardavano seduti tranquillamente in un bar a scherzare. Mah!!!
Ed è appurato che il burattino Zelenski rivende le armi donate. Il cargo ucraino precipitato in Grecia era strapieno di armi, destinazione Bangladesh. Naturalmente la stampa occidentale tace. Gli ucraini servono per combattere la Russia. E che non si fa scrupoli a sparare ed uccidere i suoi concittadini ucraini
Signor Spinello, essere rilassati non vuol dire aver perso lucidità. E’ vero che il Giappone era sul punto di arrendersi e l’impiego dell’atomica un crimine che Roosevelt non avrebbe concepito. Truman invece voleva avere la certezza che il nemico avrebbe desistito definitivamente. Ci sono presidenti e presidenti. Gorbacev voleva la pace con l’Occidente, Putin della pace non sa che farsene. Ma nel confronto scontato e gratuito tra Stati Uniti e Federazione russa, usato per sottolineare che non c’è differenza o che addirittura i primi sono peggiori della seconda, non si considerano le varie situazioni: l’impero nipponico e l’America, durante la Seconda guerra mondiale, erano in guerra, combattevano l’uno contro l’altra. Georgia e Ucraina invece, sono state aggredite militarmente senza essere in guerra con la Russia. Una differenza sostanziale, direi. Il fatto che Putin stesso abbia imposto l’uso dell’espressione “operazione speciale”, fa capire due cose: prima cosa che il capo del Cremlino ha la coda di paglia, seconda, che un’espressione vaga sarebbe servita a non allarmare il popolo russo, che quella guerra, o meglio invasione armata, attuata all’improvviso, non l’avrebbe capita. Poi, evidentemente, la propaganda ha fatto il resto: Putin si è spacciato per difensore dei secessionisti filorussi e ha spostato il focus dell’attenzione internazionale accusando georgiani e ucraini. Il carnefice che indossa i panni della vittima e trova pure chi gli crede. E allacciandomi a quanto scritto da Lei: se non ti posso comprare, ti faccio la guerra, mi viene il dubbio che abbia dimenticato un concetto simile, ma non identico: se non ti arrendi, ti distruggo. Lascio a Lei decidere a chi attribuirlo.
L’aereo cargo apparteneva a una compagnia ucraina ma trasportava armi serbe. Lei crede davvero che Zelensky venderebbe armi avendone il suo paese un bisogno disperato? Ma dove legge queste sciocchezze che sfidano la logica più elementare? Gli ucraini servono per combattere la Russia? Se si riferisce a quella che gli amici di Putin chiamano guerra per procura, faccio presente che il conflitto in corso tra Ucraina e Russia è la conseguenza dell’invasione di quest’ultima. Mi pare che dovremmo finirla con questa storia e imparare a distinguere nettamente tra chi invade e chi subisce l’invasione. Basterebbe un po’ di razionalità in più e farsi manipolare meno dai supporter russi e occidentali del terrorista di Mosca che gode nell’assistere a un ribaltamento della realtà che lo favorisce.
A prescindere da chi crede a cosa, la basilarita del concetto e semplice, al di là dei semplici crimini commessi dal 2014 ma che si tende sempre a sminuire: L’Ucraina non è nella nato, non è nella ue, non è nostra alleata e non vi è più ragione di intervenire li a discapito di altri paesi dove non si è intervenuti. Inoltre, nessuno ha chiesto nulla agli italiani. Il resto è propaganda occidentale per intortare gli italiani. Ma tanto ormai, al caro z., ne rimane per poco, l’attenzione si sposta in africa mentre ue ed usa li vediamo perdere pezzi di egemonia ogni giorno.
Giappone: i giapponesi avevano già manifestato a più riprese l’intenzione di finire la guerra, e documentato in atti ufficiali antecedenti le atomiche inoltrati ad alcune ambasciate giapponesi da Tokio. E, comunque, uccidere bambini, civili e innocenti, era ieri come oggi un crimine di guerra, nessuna scusante o attenuante. Gli usa si sono macchiati di crimini inenarrabili in tutte le guerre che hanno scatenato. Fra l’altro, qual’era il motivo che ha portato il Giappone ad attaccare Pearl Harbour? Non scordiamoci i particolari cortesemente, ieri come oggi.
Dottoressa Faletti
Che Zelenski vende e rivende armi l’ha scritto pure Kiev Independent tempo fa, così come pure un noto giornale italiano. Zelenski ha instituito una legione internazionale dove ci stanno galeotti di vario tipo, e pericolosità come il polacco Kapuzinski, che pare faccia ciò che vuole con le armi. Gli stessi soldati ucraini denunciano la sparizione di armi, un esempio, missili anticarro Javelin di fabbricazione americana. Addirittura si trovano su un noto sito che preferisco non citare a prezzi stracciati. Sul cargo precipitato, che aveva fatto scalo in Serbia, c’erano anche armi di fabbricazione Ucraina. Come mai se gli servono li vendono?? Non mi invento nulla, e controllo sempre se sono fake. Tra invasore, è invaso, mi perdoni ma per me vale anche la provocazione. Per me Putin è un uomo di potere esattamente come gli altri. C’è gente al potere che in nome di falsa democrazia fa, ed ha fatto, peggio di Putin. Stranamente non ha citato il popolo palestinese occupato da decenni da Israele.
Dott.ssa Faletti,
Non ho messo mai in dubbio la sua lucidità, al massimo metto in dubbio le sue fonti.
Su questo, la invito a seguire anche quello che dice la stampa estera, non quella estera filtrata dalla stampa italiana, quella che legge il cittadino nel proprio paese. Non sa cosa si perde. La stampa occidentale ammette e si smentisce a vicenda e indirettamente dicono la verità.
Il quotidiano svedese Nya Dagbladet scrive:
“Migliaia di ucraini stanno morendo sul campo di battaglia perchè Biden non può ammettere la sua sconfitta in Ucraina. L’amministrazione Biden non è disposta a tenere colloqui di pace in Ucraina. Invece la Casa Bianca sta mandando altri ucraini a morire senza alcuna speranza di successo”, scrive l’esperto di informatica e attivista politico Kim Dotcon in una rubrica del quotidiano.
“I Democratici si rendono conto che se la Russia vince, non hanno alcuna possibilità alle prossime elezioni. Migliaia di ucraini muoiono ogni settimana solo perchè Joe Biden non può ammettere la sconfitta senza radere al suolo il suo partito politico.
Lo staff del Presidente degli Stati Uniti ha fatto il più grande regalo alla Russia e alla Cina, perchè grazie ai suoi sforzi l’alleanza multipolare dei Paesi BRICS+ si è rafforzata. L’esperto ritiene che essa metterà fine all’egemonia statunitense attraverso la “de-dollarizzazione” del commercio globale.
L’unica opzione oltre alla sconfitta geopolitica garantita dagli Stati Uniti e al conseguente caos interno all’America, è la guerra nucleare. Preferirebbero porre fine all’umanità piuttosto che ammettere la sconfitta, con le èlite sopravvissute nei loro bunker nucleari che naturalmente incolpano la Russia”, conclude l’autore.
Ovviamente anche la Russia non è disposta ad ammettere una sconfitta, piuttosto farà come gli americani, l’unica differenza è che se andiamo a rivedere i rispettivi percorsi, l’America li batte tutti. Se dobbiamo confrontare il percorso della grande America con quello della Russia, penso che i russi sono quelli che andranno in paradiso. Questo in risposta alla sua domanda.
La storia americana sin dalla loro nascita, è stata costellata di guerre, potevano essere civile, etniche, di conquiste territoriali, non importava, la cosa importante era fare sempre guerre perchè le guerre portano profitti e stabilità economiche. Infatti l’America ha fondato il suo “IO” dai soldi. La loro democrazia esportata in tutto il mondo, l’hanno contaminata. Se prima in tanti paesi prevaleva la propria cultura, la propria etica, la propria morale, Italia compresa, oggi non è più cosi. La cosa importante per un uomo occidentale è avere, non essere. Poi chi sei o come sei, non importa, se hai soldi sei, se non ne hai, non sei. Questo grazie all’influenza americana!
Comunque sia, la storia americana comincia con il genocidio dei nativi americani, più di 100 Milioni di morti in pochi anni, erano popoli pacifici che vivevano in simbiosi con la natura. Ma erano selvaggi!
Tutto questo dimenticato o forse trascurato dai libri di storia perchè non aderente agli interessi dell’allora élite che la commise e che oggi continua a provocare guerre e vittime innocenti in tutto il mondo.
Se dobbiamo trascurare se non negare anche questo, allora ognuno racconti la sua, tanto noi siamo sempre i buoni e gli altri i cattivi.
Signor Spinello, Lei ha proprio scelto la fonte svedese più obiettiva: il quotidiano Nya Dagbladet è notoriamente di estrema destra e sostiene le teorie cospirazioniste che negano l’Olocausto. In Svezia, che le ricordo ha chiesto di entrare nella Nato lasciandosi alle spalle una storia di fiera neutralità subito dopo l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, la maggioranza delle persone sostiene Kyiv e l’invio di armi e aiuti al paese aggredito, senza contare che diversi sono gli ucraini che vivono e lavorano nelle principali città svedesi dove sono stati accolti. Il mondo civile ha in orrore i sistemi autocratici e ritiene che il diritto internazionale, che non è un concetto astratto e che Putin continua a violare, debba essere al centro dei rapporti tra i paesi. Mosca vive ancora nel passato e l’aggressione a uno stato libero dimostra che è giunta alla fine dello sviluppo di un impero. La Federazione russa non ha più nulla da offrire sul piano umanistico e non è competitiva nel mercato globale. La sua ricchezza deriva dalla vendita di carbonfossili che consente al suo despota e alla cerchia di oligarchi di comperare ville sul lago di Como e yacht, mentre il popolo vive ai limiti della sussistenza. La Russia è un paese arretrato che l’Occidente ha sopravvalutato per troppo tempo, avendone anche paura. Il confronto con gli Stati Uniti, una democrazia con tutte le pecche delle democrazie, non solo è azzardato ma inaccettabile. Come paragonare il Myanmar alla Svizzera. Un Navalny oppositore politico a cui è stata comminata una pena di 19 anni di carcere con l’accusa di terrorismo – formulata dal tribunale di un paese terrorista – negli Stati Uniti sarebbe impossibile.
Già, Navalny oppositore politico accusato di terrorismo condannato a 19 anni, Assange giornalista accusato di avere diffuso “verità” sugli americani quindi un giornalista reporter in un paese “democratico”, cioè con la libertà di parola, condannato a 170 anni solo perchè ha reso noto il marciume occidentale. americano in particolare. E che cosa potrebbe andare mai storto?
Se ho citato una fonte svedese non è stato un caso Dott.ssa Faletti, potevo citarne altri di altri paesi, ma per fare intendere che la Svezia nonostante nelle mani dei lupi conserva ancora la libertà di parola. Più o meno. Quello che non succede nel nostro occidente con l’Italia in prima fila perchè tutto viene filtrato e censurato. Devono passare solo le informazioni che alimentano il mondo virtuale in cui vogliono farci vivere, un mondo falso e bugiardo per potere dire che il male viene sempre dagli altri e noi siamo le vittime di questo male ma che lo combattiamo per difendere la nostra o le nostre sacre democrazie.
A proposito di vittime, le risparmio il vittimismo delle Torri Gemelle del sig. Busch junior. Poi vorrei dirle: Se un quotidiano giudicato estremista di destra dichiara delle cose, non lo devo ascoltare? Devo leggere solo La Repubblica per dissociarmi cognitivamente?
Lei descrive la Russia come se vivesse ai tempi di Stalin quando invece il popolo russo vive come un normale cittadino europeo. Fa intendere che è un popolo arretrato perchè in Russia esiste ancora il valore della famiglia, del sociale e mantengono i valori umani e religiosi oltre a quelli patriottici. Un paese dove tutti hanno il loro lavoro e non vivono col reddito di cittadinanza perchè il lavoro non manca grazie alla lungimiranza politica. Politica che può piacere o meno non importa se alla fine il popolo sta bene e vive dignitosamente. Certo se per arretratezza si intende che la Duma ha bandito qualsiasi propaganda gender o manifestazioni LGBT+ in qualsiasi forma, allora sono veramente dei fossili. A proposito di questo, Putin ha risolto la questione dell’identità di genere nel suo paese dicendo:
“Se la nonna avesse i genitali di un nonno, sarebbe un nonno”.
Lei parla di arricchimenti degli oligarchi russi quando proprio il vostro pupillo cocainomane ha comprato una villa da 20 milioni di euro a Forte dei Marmi e tante altre in vari paesi occidentali, molti Ministri e personaggi che girano intorno a lui si sono arricchiti da un giorno all’altro grazie alla vendita di armi nel mercato nero. Le armi che noi inviamo per combattere l’invasore!
Forse fino a qualche anno fa il paragone democrazia autocrazia all’occhio sociale funzionava, oggi non regge più, l’occidente, o meglio chi tira le fila, si è manifestato in tutta la sua malvagità verso l’essere umano che vuole sopprimere.
Mi intriga l’altra faccia della medaglia molto articolata del primo commentatore
Di sicuro è una persona esperta e attenta,che merita attenzione visto che dice – Nell’inchiesta da noi pubblicata all’inizio dell’anno abbiamo spiegato che il punto finale del protocollo CIA era proprio quello di trascinare la Russia in guerra. – mi sorge solo il dubbio del perchè una persona che si impegna in un’inchiesta molto minuziosa,delicata e complessa non la firma
@Rocco, penso si riferisca a me visto che non cita il nome del ”commentatore”.
Il virgolettato, come ho scritto, e riportato da un giornalista d’inchiesta indipendente italiano, non è farina del mio sacco.
Io non merito attenzione, merita attenzione il verificare quanto scritto, non chi l’ha scritto. Ma comprendo che i fals-chechers vi hanno abituato così, insieme al mainstream, che riceve ordine dall’alto e propaga la stessa notizia su testate diverse.
Il punto, dicevo, sono i fatti, non chi li scrive. L’altro punto è mettere sempre in dubbio tutto è chiunque, ma può farlo solo espandendo la sua ricerca, utilizzando motori di ricerca alternativi e non indicizzati e manipolati, e soprattutto spaziare all’estero.
I fatti si verificano, non le persone che li riportano.
Poi, certe cose comunque, negli states sono pane quotidiano, qui forse se non ne parlano i nostri giornalai non se ne sa nulla, ma nessuno le impedisce di essere autonomo nella ricerca, indipendente di testa e non passivo.
Signor Spinello, immagino che una così convinta e appassionata difesa della Russia, del suo regime e della lungimiranza politica grazie alla quale quel popolo vive in una sorta di Eden (“sta bene e vive dignitosamente”) trovi fondamento nell’esperienza diretta, come si dice, che Lei abbia toccato con mano. Altrimenti direi che della cancel culture Lei è un rappresentante perfetto, esprimendo un odio profondo nei confronti del mondo e della cultura occidentali. In quanto a Zelensky, accusato di essere cocainomane (ne avete le prove?) dico solo vorrei vedere altri al suo posto. Pensiamo piuttosto ai nostri di tossici, che si fanno, bevono e provocano incidenti mortali e non hanno sulle spalle le responsabilità del presidente ucraino, ma solo la responsabilità di essere dei viziosi irresponsabili. E sempre su Zelensky, non vedo la colpa di possedere una villa in Versilia (qualcuno ha visto l’atto di compravendita?) dal momento che prima di essere eletto presidente, da attore e sceneggiatore, aveva un reddito e quindi il diritto, come noi tutti, di spenderlo come voleva. Diverso il caso oligarchi, ex funzionari di stato prima della caduta dell’Urss, che misero le mani sulle ingenti ricchezze e riserve statali negli anni Novanta e iniziarono a gestirle grazie alle prime forme di privatizzazione promosse da Gorbacev e investirle acquistando beni in Europa e negli Usa per poi rivenderli al mercato nero a prezzi spropositati. Si arricchirono con i soldi del popolo russo ma non li reinvestirono in Russia perché l’economia era fragile, preferivano aprire conti nelle più convenienti banche svizzere. Con Eltsin esisteva già un gruppo di ricchi che esercitava grande influenza sul governo, dando così origine alla corruzione che lo caratterizza anche oggi. Uno scambio in piena regola: al governo serviva il sostegno dei ricchi, ai ricchi serviva che lo stato facesse finta di non vedere le manovre finanziarie losche a discapito del popolo russo e dello stato stesso. Con Putin nulla è cambiato e se l’economia della Federazione russa è arretrata rispetto all’economia di qualunque stato occidentale, lo si deve alla continuità storica che fa della Russia un ibrido tra stato feudale e stato capitalista moderno.
Cosa vuole che le dica Dott.ssa Faletti, forse sono io che vivo in un altro pianeta!
Però voltando l’angolo nelle nostre belle città, il degrado e la povertà si vedono ma non si dicono.
L’Eden è quello che ci vogliono fare credere dove viviamo noi, non ho mai pensato o detto che la Russia fosse l’Eden, perchè anche la Russia ha i suoi poveri. Solo che quelli degli altri li dobbiamo amplificare ed attribuirli ai loro governi specie se non cosiddetti democratici, i nostri invece li dobbiamo sottacere se non nascondere sotto il tappeto. Compresi quelli allucinati da droghe di vario tipo.
Su Zelensky è come se giustifica l’uso di cocaina perchè sotto stress. Putin invece è bello fresco e rilassato. Un cocainomane non c’è bisogno che lo vedi, gli occhi e i tic che hanno ne danno la conferma.
Per non parlare dell’accorato appello a smettere di assumere cocaina da parte di Eliyah Wood il protagonista del Signore degli Anelli. O dell’invito di Mike Tyson a farsi curare sul serio.
Ovviamente queste notizie su Repubblica non le trova.
Se questo Signore è quello che gestisce una guerra, facendo massacrare migliaia di ragazzi solo perchè ha interessi da condurre per conto terzi, allora abbiamo detto tutto.
Di contro a Putin gli hanno fatto tutte le diagnosi cliniche di questo mondo, ma nessuno ha mai detto o fatto intendere di essere un cocainomane.
Su Eltsin e Gorbaciov in un suo articolo le ho espresso ampiamente il perchè piacevano tanto all’occidente, quindi non voglio ripetermi per non allungarmi.
Putin è odiato perchè non hanno potuto comprare la Russia e tantomeno si è fatto comprare, quest’odio cresce di giorno in giorno perchè la Russia ha scavalcato la Germania nella graduatoria dei paesi più industrializzati nonostante le leggendarie sanzioni e quindi con il Pil più alto. Gli spocchiosi tedeschi della Volkswagen volevano chiudere le loro fabbriche, Putin li manda a quel paese e nazionalizza le fabbriche producendo comunque e mantenendo i migliaia posti di lavoro. L’unica differenza che il marchio W lo ha messo al contrario. Quale Presidente di una Nazione oggi farebbe questo?
Non è simpatizzare per la Russia Dott.ssa Faletti, è invidia di non avere un Presidente con le palle!
Signor Spinello, Lei ha la dimostrazione quotidiana di cosa significhi governare in una democrazia: l’unica cosa sulla quale tutti i parlamentari concordano è l’aumento dei loro stipendi. Diverso è governare con il pugno di ferro, come fanno Putin o Xi Jinping. Ora il problema è sempre lo stesso, il sistema politico. Democrazia o autocrazia?
Il pugno di ferro se usato allo scopo di mantenere l’ordine e il decoro di una Nazione o per fare rispettare le leggi in vigore, può essere anche giusto. Tipo che se delinqui o stupri o uccidi, hai la certezza che verrai condannato per il crimine che hai commesso. Diventa ingiusto se questo pugno viene usato per vessare o sopprimere un popolo. E qui il passaggio o il modo di interpretare le leggi è breve, quindi questo pugno può diventare dittatura.
Un pò come un genitore quando un figlio sbaglia e si comporta male verso il prossimo, invece di prenderlo a sberle o dargli la giusta punizione, lo difendi incondizionatamente eludendo di fatto la sua educazione. Il figlio sapendo di essere difeso dal papà o dalla mamma, farà sempre peggio.
Nella nostra società c’è troppo buonismo e troppi fatti di cronaca dovuti anche al fatto che non c’è certezza della pena. Commetti un crimine che può essere anche grave (tipo uno stupro) e sei messo in libertà per dei cavilli o per delle ideologie, quasi a giustificarli. Poi se sei ricco o una persona importante ancora meglio.
La democrazia (quella vera) è un modello di vita sociale che se fatta rispettare come si deve è la strada più giusta da percorrere per vivere dignitosamente. Vero quanto dice dei politici che pensano ad arricchirsi, però se seguissero la bussola che hanno per governare che si chiama Costituzione, tutto gli verrebbe più facile, come più facile gli verrebbe alla magistratura impartire le condanne o le sentenze. Ma questo non accade più perché le nostre democrazie si sono trasformate in qualcosa di diverso, ognuno pensa che può fare quello che vuole perchè siamo in un paese libero e quindi anche occupare una casa diventa un tuo diritto e le forze dell’ordine non riescono più a fare rispettare le leggi.
Quindi Dott.ssa Faletti, Democrazia o Autocrazia?
Sicuramente la Democrazia intesa come tale e non quella che abbiamo oggi è un modello per fare vivere i popoli liberi ma che tale libertà va comunque rispettata e difesa con trasparenza e senza inganni o sotterfugi. Trasformare la democrazia in regime democratico, il passo anche in questo caso è breve, per questo avremmo dovuto essere vigili che ciò non accadesse.
In tutti i tribunali vediamo la scritta: “La legge è uguale per tutti”.
Oggi diciamo: “E cu avi soddi si ni futti”!
Nel frattempo i bombardamenti russi sono aumentati in modo esponenziale, così dicono fonti ucraine, le stesse fonti ucraine che dicevano che la Russia aveva finito i missili, perdeva 800 soldati al giorno, i missili russi tutti intercettati, e combatteva con le pale. Quindi o la Russia ha consumato le pale, o gli ucraini hanno finito di raccontare pale….ops balle. Talmente è fallita la Russia che oggi è partita la missione sulla luna. Potrei scrivere e smentire tutte le balle che hanno raccontato da farci una enciclopedia.