
L’Organizzazione delle Nazioni Unite, ha confermato la morte di 19 civili e 32 feriti in Yemen (nonostante la tregua di due mesi concordata tra le parti coinvolte nel conflitto) a causa delle mine inesplose e ordigni artigianali disseminati nel territorio. Dichiarazioni condivise dalla portavoce dell’Alto Commissariato per i diritti umani, Elizabeth Throssell, che ha ribadito come i minori siano particolarmente in pericolo, dal momento che, secondo i dati registrati dal 2 aprile al 1 giugno, tre bambini sono morti e altri 12 sono rimasti feriti in una ventina di esplosioni capitate in campi minati. “Nonostante la tregua, rinnovata per altri due mesi, il nostro ufficio ha registrato la morte di una donna caduta sotto il fuoco di un cecchino, e il ferimento grave di altre due persone tra cui un bambino nelle aree sotto il controllo del governo vicino alla prima linea nei governatorati di Al Dalee e Ta’izz”, ha sottolineato il commissario. Il Commissario , ha esortato tutti gli attori regionali e internazionali coinvolti nel conflitto yemenita a garantire operazioni di sminamento efficaci e attività di sensibilizzazione sull’attraversamento di campi minati da parte della popolazione civile. Il funzionario ha altresì rimarcato: “chiediamo loro di rispettare i termini della tregua e di astenersi dal compiere campagne volte a reclutare bambini nelle loro fila, pratica illecita che contravviene agli impegni presi da entrambe le parti”. L’ONU ha confermato che nel 2021 la guerra ha provocato la morte o il ferimento di oltre 2.500 civili e ha costretto circa 300 mila persone ad abbandonare le proprie case, portando la cifra a 4,3 milioni dal 2015 al 2022. Inoltre ha confermato che 47 minori sono stati uccisi in Yemen tra gennaio e febbraio di quest’anno. Nello Yemen, 2,2 milioni di bambini risultano gravemente malnutriti, di cui oltre mezzo milione in condizioni di malnutrizione acuta grave, un altro dato che riflette la difficile situazione umanitaria che il Paese sta vivendo dopo sette anni di conflitto armato.