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L’arcivescovo di Palermo dona alla città di Modica una reliquia con il sangue di don Puglisi 

La “Casa don Puglisi” ha accolto il dono grande che, per sua iniziativa, l’arcivescovo di Palermo, don Corrado Lorefice, ha voluto fare alla città di Modica: una reliquia di don Pino, un frammento di stoffa intriso nel suo sangue in una teca che sarà custodita ed esposta nella cappella della ‘Casa’. “Nella Casa ci ritroviamo con grande affetto” – sono state le prime parole di don Corrado – “nel nome di don Puglisi che in questa Casa continua ad essere, come diceva il poeta Mario Luzi, un compagno assente/presente. Uomini violenti l’hanno eliminato, ma lui resta vivo in Cristo crocifisso e risorto. E l’ultima immagine impressa nei suoi occhi è stata quella del suo uccisore, che è stato raggiunto dal suo sorriso ed è stato portato con lui nel suo perdono. Don Puglisi è uno che non è scappato, che è andato fino in fondo nell’amore”.  Don Corrado ha sottolineato il rimando in don Puglisi a Gesù, “ad una relazione viva che ho ha reso somigliante a Gesù, e questo diventa invito a vivere il Vangelo e ad essere una Chiesa che sempre più è chiamata a somigliare a Gesù. Che ha condensato il senso della sua vita nel chicco di grano che morendo dà frutto. Così è stata anche la vita e la morte di don Puglisi: una vita donata ma anche e anzitutto felice”. Questa allora la chiamata, ha continuato a dire don Corrado citando un’espressione di uno scrittore di spiritualità, Bodin: “L’importante è che gli altri siano felici!”. Se ognuno infatti cerca la felicità degli altri, tutti saremo veramente felici. La misura è il dono, l’orizzonte la beatitudine. Dopo un momento di preghiera, è stato spontaneo l’abbraccio di don Corrado con ognuno, con mamme e ‘non mamme’, bambini, volontari. Ora la reliquia sarà posta nella cappella della ‘Casa’ per una venerazione che diventi spinta a una vita felice nel dono di sé. Per la città di Modica si rafforza il segno di ciò che nel nome di don Puglisi è nato: la ‘Casa’, il cantiere educativo ‘Crisci ranni’, l’economia solidale, ma soprattutto un costante invito a vivere nello stile del Vangelo. Con la consapevolezza del valore delle piccole cose fatte con il cuore perché – come amava dire don Puglisi – “se ognuno di noi fa qualcosa, allora si può fare molto”.

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