“Abbiamo avuto conferma, nel comunicato di fine anno del sindaco di Modica, senza sorprese, il carattere ordinario dell’attività politica ed amministrativa, compito di tutti i comuni d’Italia (approvazione dei bilanci, del piano triennale delle opere pubbliche, servizio di mensa scolastica, pulizia di alcuni monumenti, ripavimentazione strade, ecc.) esaltati però come fatti eccezionali”. Per Vito D’Antona di Sinistra Italiana mancano alcune questioni di importanza fondamentale, sia perché caratterizzanti l’anno passato, sia perché tuttora aperte.
“Nessun accenno – spiega ancora – al problema che più di tutti ha caratterizzato l’amministrazione quest’anno: il costante e prolungato ritardo nel pagamento degli stipendi ai dipendenti del Comune, a quelli della Spm, a quelli dell’Igm (questi ultimi oggetto di un attacco senza precedenti), a quelli delle cooperative sociali e nel pagamento alle imprese che svolgono lavori e servizi per il Comune (fanalino di coda della provincia). Cosa accadrà nel 2020?
Quale soluzione ai circa otto milioni di debiti accumulati dalla società Spm e Multiservizi?
Nessuna informazione sul piano di riequilibrio più volte rimodulato, senza il quale saremmo stati al dissesto.
Il nome di almeno una opera pubblica, degna di essere definita tale, progettata da questa amministrazione, atteso che delle uniche delle quali si è parlato in questi sei anni (rotatoria Dente Crocicchia e sistemazione strada polo commerciale tra Via Resistenza Partigiana e Via S. Cuore) una ancora incompleta (pericolosamente al buio) e l’altra non è neanche iniziata e ambedue comunque ereditate dalle precedenti amministrazioni.
Dopo sei anni e decenni di lavori, edifici simbolo della città, come Palazzo dei Mercedari e Palazzo Polara rimangono chiusi alla fruizione dei cittadini e dei turisti.
Nessuna parola sulla variante al piano regolatore generale e sull’assetto urbanistico della città, sulla rivitalizzazione del centro storico di Modica Alta e di Modica Bassa, mentre si assiste al loro spopolamento e nel contempo al costante consumo di suolo”.