
La posizione della Camera del Lavoro sulla situazione che si è venuta a determinare tra i lavoratori della Servizi per Modica, non coincide con quella dell’amministrazione comunale. In particolare l’assessore alle Partecipate, Saro Viola, ex sindacalista proprio della Cgil, ritiene dovere dare un senso compiuto alla realtà delle cose che si scrivono e che soprattutto si realizzano.
“Cominciamo con il dire – precisa – che non si registra alcuna riduzione degli stipendi dell’ordine del cinquanta per cento come è stato detto, nonostante il piano aziendale prevedesse una riduzione del monte ore lavorativo; prova ne è che sinora nessuna riduzione è stata operata né, tantomeno, sarà fatta in futuro prossimo: le determine per i mandati di pagamento sono state già predisposte e giovedì saranno fatti concretamente i mandati per due o tre mensilità a far data da dicembre 2018.
Una volta per tutte vogliamo ulteriormente ribadire due questioni: non c’è alcun pericolo di dissesto finanziario che possa incutere timore agli 85 dipendenti della SPM, citarlo nei documenti sindacali è un atto di terrorismo politico che ha la finalità di creare solo forme allarmismo strumentali per sferrare attacchi ingiustificati al Sindaco Ignazio Abbate. Posso dichiarare con la necessaria serenità che nessuna intenzione ha quest’amministrazione di esternalizzare i servizi che sono al momento gestiti e curati dalla SPM.
Valuto indispensabile e necessaria una corretta relazione sindacale con l’amministrazione anche alla luce degli accordi sottoscritti il 23 novembre dello scorso anno tra il sindaco, il sottoscritto, la CGIL Funzione Pubblica e CUB Trasporti; l’accordo di quel protocollo d’intesa doveva essere un caposaldo per stabilire regolarità di rapporti tra il sindacato e l’amministrazione e invece abbiamo dovuto registrare, subito dopo la firma del protocollo, due documenti (di cui un manifesto pubblico al limite della diffamazione nei confronti del sindaco) nei quali la parte sociale si è assunta la responsabilità non solo di affermare cose non vere ma anche quella di interrompere un dialogo costruttivo con l’amministrazione comunale.
Tutto ciò non giova agli interessi dei lavoratori – conclude Viola – per i quali nutriamo un senso di attenzione e di interesse non fosse altro perché gestiscono servizi resi dall’ente alla comunità”.