
“Torniamo a mettere in evidenza la grave approssimazione con cui è stata gestita l’emergenza concernente il divieto di consumo dell’acqua pubblica per fini potabili e alimentari. Infatti, solo dopo la nostra sollecitazione in Consiglio comunale, ieri sera, è stata ulteriormente ampliata la mappa delle zone interessate dal provvedimento. Ahinoi, mancava il quartiere di Ragusa Sud, per intenderci via Paestum, Psaumida, Cupoletti, zona artigianale e aree limitrofe di Ragusa. E tutto solo perché ci eravamo posti il problema, anche in seguito alla segnalazione di numerosi cittadini, di quale potesse essere il raggio d’azione dell’impianto San Leonardo andato in tilt dopo l’acquazzone di domenica scorsa”.
E’ il gruppo consiliare M5s Ragusa a metterlo in evidenza auspicando che “questo ritardo nell’indicare le zone interessate non abbia conseguenze di sorta per la cittadinanza. Siamo stati molto critici anche sul modo di divulgare l’ordinanza che per fatti così importanti non si può limitare ai soli canali social. Sarebbe stato opportuno una sorta di porta a porta. Sia chiaro – continuano i consiglieri Zaara Federico, Sergio Firrincieli, Alessandro Antoci, Antonio Tringali e Giovanni Gurrieri – che non ci interessa speculare politicamente su un atteggiamento così superficiale ancorché dettato dalla situazione di emergenza. Chiamiamo alle proprie responsabilità, però, in qualità di primo baluardo che deve occuparsi della tutela della salute dei cittadini, il sindaco Cassì e gli chiediamo che tutti i protocolli di sicurezza necessari in casi del genere possano essere attivati e a non ritenere eccessiva nessun tipo di cautela. Una bruttissima prova generale che ci fa preoccupare qualora queste situazioni avessero a riverificarsi. Quanto accaduto, a ogni modo, deve farci interrogare sulla necessità di avviare un controllo a tappeto anche negli altri impianti di sollevamento delle acque affinché non si verifichino ulteriori problemi del genere. A questo punto attendiamo l’esito delle analisi e speriamo che le stesse ci confortino e che, torniamo a ripeterlo, non ci siano conseguenze di alcun tipo per la cittadinanza ragusana”.