
RAGUSA, 26 Giugno 2026 – È entrata nel vivo questa mattina, davanti al gip Gaetano Di Martino del Tribunale di Ragusa, la prima udienza preliminare per l’omicidio di Giuseppe Ottaviano (foto), il 42enne ucciso nella sua abitazione di Scicli nella notte tra l’11 e il 12 maggio 2024. Il giudice sarà chiamato a stabilire se i tre indagati dovranno affrontare il processo, segnando un passaggio cruciale in un’inchiesta che, a più di un anno dai fatti, continua a scuotere profondamente la comunità sciclitana.
Secondo la ricostruzione della Procura di Ragusa, i presunti responsabili dell’omicidio aggravato in concorso e della violazione di domicilio sarebbero due uomini di Scicli: un 44enne, in carcere dal novembre 2025, e un 27enne. A loro si aggiunge la compagna del 44enne, ex compagna della vittima, che deve rispondere dell’accusa di favoreggiamento. Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Ragusa, dal Nucleo Operativo e Radiomobile di Modica, dalla Tenenza di Scicli e dai tecnici del Ris di Messina, avrebbero delineato un movente di natura passionale. Al centro del delitto ci sarebbe la volontà del 44enne di interrompere definitivamente le pressioni di Ottaviano, che avrebbe tentato di riallacciare la relazione con la donna.
Gli investigatori ritengono che i due uomini, dopo aver effettuato diversi sopralluoghi nei pressi dell’abitazione della vittima – ripresi dalle telecamere della zona –, avrebbero forzato l’ingresso dell’appartamento nella notte del delitto. Una volta dentro, sarebbe scattata la violenta aggressione. Ottaviano, che si trovava già in condizioni psicofisiche compromesse dall’assunzione di alcol e stupefacenti, non avrebbe avuto la forza di difendersi. L’esame autoptico ha successivamente evidenziato fratture multiple nella parte superiore del corpo, lesioni ritenute compatibili con un pestaggio e indicate come la causa diretta del decesso.
Nel corso dell’udienza in aula, la madre e la sorella della vittima si sono costituite parte civile. I lavori si sono aperti con le dichiarazioni spontanee dell’unico indagato attualmente detenuto, il quale ha negato con forza ogni coinvolgimento nell’omicidio. La Procura, rappresentata dal procuratore capo Francesco Puleio, ha confermato la richiesta di rinvio a giudizio per tutti e tre gli indagati, una posizione pienamente condivisa dai legali delle parti civili. Di contro, le difese hanno duramente contestato la ricostruzione accusatoria, definendola basata solo su elementi indiziari e priva di prove incontrovertibili.
Durante la seduta è stata inoltre discussa l’istanza presentata dall’avvocato del 44enne per chiedere la revoca della custodia cautelare in carcere e la sua sostituzione con una misura meno restrittiva, richiesta su cui la Procura ha espresso parere contrario. Dopo oltre tre ore di discussione, il giudice ha disposto il rinvio al prossimo 3 luglio, data in cui verranno ascoltate le ultime repliche delle difese e sarà pronunciata la decisione definitiva sul rinvio a giudizio.


