
Modica, 26 giugno 2026 – Riflettori accesi sul futuro e sulla tutela del patrimonio documentale modicano. Negli ultimi giorni, il dibattito cittadino si è infiammato attorno al presunto “smantellamento” della Sezione di Modica dell’Archivio di Stato di Ragusa. A sollevare ufficialmente il problema è stata l’associazione culturale e politica “Confronto”, guidata dal presidente provinciale Enzo Cavallo e dal responsabile della sede di Modica, Giorgio Rizza. La vicenda ha preso il via lo scorso 4 giugno, durante un’affollata assemblea civica dedicata al rilancio del centro storico. In quella sede, diversi cittadini avevano espresso forte preoccupazione per un progressivo e silenzioso trasferimento di materiale storico dalla sede modicana verso il capoluogo ibleo. Un’ipotesi vissuta dalla comunità come l’ennesimo “furto” ai danni della città della Contea. Senza cedere ad allarmismi ingiustificati ma decisa a fare chiarezza, il 12 giugno l’associazione “Confronto” aveva inviato una formale PEC ai vertici del Ministero della Cultura, alla Direzione Generale Archivi, alla Soprintendenza Archivistica della Sicilia, al Sindaco di Modica e al Direttore dell’Archivio di Stato di Ragusa. Nella nota, firmata da Giorgio Rizza, l’associazione chiedeva scadenze certe (entro il 30 giugno) per confermare o smentire la fondatezza delle segnalazioni, paventando, in caso di silenzio, l’avvio di procedure a tutela della struttura. La risposta istituzionale non si è fatta attendere. L’Archivio di Stato di Ragusa ha replicato dettagliando i contorni di un’operazione che definisce di “più razionale ripartizione” e non di spoliazione, avviata già nel 2023 dietro nulla osta della Direzione Generale Archivi. Secondo i documenti ufficiali, il trasferimento incrociato di alcuni fondi risponde a una logica di target e fruibilità: a Ragusa (capoluogo) sono stati accentrati i fondi di interesse prettamente provinciale (come il fondo Notarile), considerata la maggiore affluenza di utenza. a Modica sono stati, invece, concentrati i fondi archivistici aventi una specifica attinenza con la storia strettamente comunale della città. La Direzione ha respinto con fermezza le voci di chiusura, definendole “destituite di ogni fondamento e prive di presupposti oggettivi”, rivendicando, invece, gli sforzi fatti negli ultimi cinque anni per la sede modicana. Sono state fatte operazioni di disinfestazione, spolveratura e il restauro di oltre il 90% dei volumi del prestigioso fondo Gran Corte di Modica, rimasto per decenni inaccessibile al pubblico per motivi di conservazione. Nonostante la “drammatica carenza di personale”, l’apertura al pubblico è garantita su prenotazione. Tra l’altro, sono stati organizzati eventi di successo come la mostra sulle collezioni bibliografiche delle famiglie della Contea in occasione della “Domenica di carta”. Se da un lato la nota ufficiale dell’Istituto tende a rassicurare la cittadinanza escludendo la cancellazione della Sezione di Modica, dall’altro lato i trasferimenti dei documenti verso Ragusa restano un dato di fatto che l’associazionismo locale intende valutare con attenzione. I vertici di “Confronto” fanno sapere che il riscontro della PEC è attualmente al vaglio dei propri esperti per i necessari approfondimenti tecnici e storici. Le risultanze e le possibili ulteriori iniziative a difesa del patrimonio modicano saranno discusse e presentate nel corso della prossima assemblea dell’associazione, già convocata entro il 10 luglio. La vigilanza sul patrimonio culturale della Contea resta altissima.


