Basta lamenti sui social, serve il confronto a Palazzo San Domenico: lettera aperta al Sindaco e alla Presidente del Consiglio. Riceviamo

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Gent.mi,

Indirizzo questa mia al sindaco e al presidente del consiglio comunale di Modica.

Non sono avvezza a lamentarmi senza proporre. Che il centro storico della nostra Città sia in grande difficoltà, è cosa nota ed evidente. E io voglio trasmetterVi la mia speranza – ma anche la certezza- che non sia una crisi irreversibile e che, invece, ci sia ancora la possibilità di rialzarsi. Resilienti come Modica è. Non mi soffermo su ciò che non va, sulle critiche, sulla ricerca dei responsabili. Però penso che abbiate molto chiaro che così non è più possibile condurre un’attività in centro storico e vederci un futuro. Pensare, insomma, che il cuore di Modica sia un luogo dove poter vivere e lavorare. Vedo e leggo che a Vittoria e Ragusa stanno cercando vie di soluzione; ho visto con grande interesse i servizi su Video Regione dedicati alla ‘crisi’ del centro storico di Modica con quel taglio propositivo e non di critica fine a se stessa. Ecco, la proposta e non la protesta senza costrutto a cui non mi piegherò mai. Non sono portavoce di nessuno se non di me stessa e del disagio che provo (oltre alla malinconia) nel vedere quanta poca gente ci sia in giro a Modica anche nei fine settimana; quanto ‘movimento’ manchi se non sporadicamente e in occasione di eventi. Quanta desolazione di saracinesche abbassate, vetrine spoglie e locali abbandonati. Non è bello e non è Modica. E, probabilmente, anche gli episodi di microcriminalità ne sono una conseguenza. Ma sono convinta che possiamo fare ancora qualcosa e farla bene, partendo subito da cose semplici per poi costruire piani più complessi. Vi chiedo, come massime Istituzioni della nostra Città, di aprire un confronto reale e positivo -oltre che propositivo- nel luogo deputato a farlo e che rappresenta tutta Modica: il consiglio comunale. Un consiglio comunale aperto dove possiate ascoltare dalla viva voce di chi continua a vivere e ad avere un’attività in centro storico, cosa poter fare, come agire, come intervenire. Dalla mia voce sicuramente ma credo anche da quella degli altri commercianti del centro; di chi, nonostante tutto, continua a crederci e a restare qui, in corso Umberto. Il consiglio comunale aperto è l’avvio delle soluzioni, l’unico luogo deputato davvero ad ascoltare dalla nostra viva voce lo stato delle cose, senza deleghe e senza deroghe. Continuare a scrivere sui social, serve a nulla se non a bearsi di inconcludenza. Serve invece confrontarsi in un luogo come l’aula di Palazzo San Domenico; serve capire e trovare le strade per risolvere. Ecco perchè ho deciso di scriverVi e di rivolgermi a Voi nel Vostro ruolo di rappresentanti prime della nostra Città. E non arriverò -semmai ci saranno le condizioni per realizzare questo momento di incontro nel modo che Vi chiedo- con un sacco di lamenti da rovesciare o con sogni impossibili da realizzare. Ma dirò di cose possibili, fattibili, concrete, percorribili anche in un momento difficile come quello che attraversa Modica. Le mie saranno proposte su cui ci confronteremo, che saranno vagliate e che deciderete come applicare. Ma il primo passo è il consiglio comunale aperto. So che per qualcuno magari sarà occasione per le solite parole intrise di nulla, le accuse che servono a niente o per le solite lamentele a vuoto. Ma altre strade al momento, non ne vedo e comunque non sarò fra questi. La nostra aula consiliare è il luogo dove ad ogni impegno corrisponderà una risposta, ne sono certa. Io -e sono sicura anche altri- verrò per costruire e farlo proponendo in modo concreto.

Grazie
Piera Ficili

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