
Palermo, 15 marzo 2026 – “Perché il Comune di Ragusa ha ignorato le direttive regionali sul bando per la raccolta e il trasporto dei rifiuti urbani, che assegnano alla SRR la competenza nella stesura e nella gestione delle procedure di gara?”
È quanto chiede la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Stefania Campo, prima firmataria di un’interrogazione parlamentare indirizzata al Presidente della Regione e all’Assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità.
«C’è forte preoccupazione per come si stanno svolgendo le procedure di gara – afferma Campo –. Parliamo di appalti pubblici di valore enorme e di un servizio essenziale per i cittadini. La Regione, proprio per garantire un servizio più efficiente, contenere i costi e ottimizzare l’utilizzo di mezzi e personale, ha dato indicazioni molto chiare sul ruolo delle SRR. Per questo è necessario fare piena luce sulle ragioni che hanno spinto il sindaco Cassì a non rispettarle percorrendo altre procedure».
Nel Comune di Ragusa è infatti in corso la procedura di aggiudicazione della gara per il servizio di igiene urbana, un appalto della durata di otto anni e dal valore complessivo di oltre 114 milioni di euro. Alla gara – spiega Campo – hanno partecipato tre operatori economici e, al termine della seduta pubblica del 9 febbraio scorso, la commissione ha stilato una graduatoria provvisoria indicando come prima classificata la ditta Busso.
«La normativa regionale è però molto chiara – prosegue la deputata –. La legge regionale n. 9 del 2010 attribuisce alle SRR (Società per la regolamentazione del servizio di gestione dei rifiuti) il compito di espletare le procedure di gara per individuare il gestore del servizio. Anche l’Ufficio regionale di committenza e il Dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti hanno più volte ribadito che le richieste avanzate direttamente dai Comuni sono irricevibili e che la competenza spetta alle SRR».
«Operando in questo modo – aggiunge Campo – sembra invece che l’amministrazione comunale preferisca fare da sé, magari per mantenere un filo diretto con la ditta che si aggiudicherà l’appalto in via definitiva. E nel frattempo, in città, assistiamo al proliferare di decine e decine micro discariche a cielo aperto e a una diffusa mancanza di decoro urbano, soprattutto nel centro storico».
Dalla documentazione disponibile emergerebbe inoltre che anche in altri comuni dell’ambito della SRR ATO 7 Ragusa la progettazione del servizio e la predisposizione degli atti di gara sarebbero state svolte direttamente dalle amministrazioni comunali o da soggetti incaricati dalle stesse. Situazioni analoghe riguarderebbero anche Ispica, Modica, Scicli e Santa Croce Camerina, dove risultano in itinere attività legate al nuovo servizio di igiene urbana.
«Il punto – osserva Campo – è capire se non si sia di fronte a un meccanismo che, di fatto, rischia di svuotare il ruolo delle SRR e di aggirare l’impianto previsto dalla normativa regionale. Quando la legge stabilisce con chiarezza chi deve svolgere le procedure e chi invece si limita a richiederle, è legittimo chiedersi se alcune scelte amministrative non finiscano per rappresentare un escamotage per eludere regole e linee guida».
«Per questo – conclude Campo – ho chiesto al Governo regionale di chiarire se le procedure siano state svolte in piena conformità alla normativa vigente, quale sia stato il ruolo effettivamente esercitato dalla SRR ATO 7 Ragusa e per quali ragioni diversi comuni abbiano proceduto direttamente alla predisposizione dei progetti e degli atti di gara. Quando si parla di servizi pubblici essenziali e di appalti da decine di milioni di euro, non possono esserci zone d’ombra né scorciatoie amministrative: serve trasparenza totale e il pieno rispetto delle regole. E se le regole esistono, devono valere per tutti. Se qualcuno ha provato ad aggirarle, i cittadini hanno il diritto di saperlo».




