
POZZALLO, 10 Marzo 2026 – Scontro frontale nella politica pozzallese. Il circolo locale di Fratelli d’Italia alza il tiro contro il consigliere comunale Franco Giannone, accusandolo di una gestione amministrativa improntata al “clientelismo” e di una cronica mancanza di risposte su temi caldi come la riqualificazione del quartiere Raganzino e la gestione dei cantieri imminenti.
Gli esponenti di FdI criticano il recente posizionamento politico di Giannone (vicino al movimento “Controcorrente” di Ismaele La Vardera), definendolo un tentativo di “riciclarsi come paladino della trasparenza” pur rimanendo, nei fatti, un “guardiano dello status quo”.
“È paradossale che chi ha fatto della demagogia uno stile di vita accusi oggi altri di usarla,” si legge nel comunicato. “Non appena si sollevano dubbi concreti, Giannone attiva il solito copione fatto di vittimismo e auto-incensazione.”
Il partito di Giorgia Meloni incalza Giannone nella sua qualità di Presidente della Seconda Commissione ai Lavori Pubblici, ponendo due interrogativi precisi che pesano sulla cittadinanza:
FdI denuncia un silenzio assordante su un progetto atteso da tre anni, chiedendo quale sia lo stato reale dell’arte.
“I nuovi cantieri previsti rischiano di coincidere con l’inizio della stagione estiva. Secondo Fratelli d’Italia, la mancanza di concertazione metterebbe in grave difficoltà commercianti e residenti.
Amministrare non è cambiare una lampadina agli amici”
L’attacco si sposta poi sul metodo di gestione della cosa pubblica. FdI accusa il consigliere di praticare una politica di “sottogoverno”, basata sulla risoluzione di piccoli problemi privati anziché sulla programmazione collettiva.
“Amministrare non significa cambiare una lampadina a chi chiama privatamente o rappezzare una buca sotto casa degli amici,” incalza la nota, aggiungendo che l’obiettivo di Giannone sarebbe solo quello di “garantire la sopravvivenza di un’amministrazione fallimentare per blindare la propria poltrona”.
Fratelli d’Italia chiude con un ultimatum politico: se il consigliere non sarà in grado di fornire risposte pubbliche e concrete su Raganzino e sulla gestione dei lavori pubblici, FdI chiede ufficialmente che ne tragga le conseguenze, ammettendo il “fallimento del mandato”.




