Sbarco Diciotti 2019: condannato a Ragusa uno scafista somalo. Una migrante violentata più volte

Tempo di lettura: 2 minuti

RAGUSA, 08 Marzo 2026 – Si è chiuso nell’aula del Tribunale di Ragusa un capitolo giudiziario lungo sette anni, legato allo sbarco della nave Diciotti avvenuto il 22 ottobre 2019. Un giovane di nazionalità somala è stato condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione e a una multa pesantissima, superiore agli 800.000 euro, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare.

Nonostante la Procura avesse sollecitato una condanna esemplare (10 anni di carcere e 1,7 milioni di euro di multa), il Collegio giudicante ha optato per una pena più contenuta. Oltre alla detenzione, l’imputato – difeso dall’avvocata Antonella Cassibba – è stato interdetto dai pubblici uffici per cinque anni e dovrà farsi carico delle spese processuali e di mantenimento in carcere.

L’indagine ha identificato l’uomo come uno dei responsabili della traversata partita da Zawiya, in Libia, insieme a un complice minorenne già giudicato dal tribunale specializzato di Catania.

Dietro i tecnicismi della sentenza, il processo ha fatto riemergere il drammatico report dell’UNHCR sulle condizioni dei 67 migranti soccorsi (tra cui nove donne e sette minori). Le testimonianze dei sopravvissuti descrivono la Libia non come un punto di partenza, ma come un inferno di detenzione.  Un testimone somalo ha raccontato di essere fuggito da casa a soli 15 anni, passando tre anni nelle mani dei trafficanti. È stato venduto più volte come merce, torturato con cavi elettrici e liberato solo dopo che la famiglia ha versato un riscatto di 8.000 euro.

Ancora più atroce il racconto di una giovane donna, vittima di ripetuti stupri durante la prigionia. Al settimo mese di gravidanza, la donna ha perso il bambino a causa delle violenze subite, senza ricevere alcuna assistenza medica dai carcerieri libici.

La sentenza di Ragusa mette un punto fermo sulla responsabilità legale del trasporto, ma non può cancellare il trauma collettivo di chi era su quel gommone. La vicenda della Diciotti resta un simbolo delle rotte del Mediterraneo: un intreccio di reati, necessità di protezione internazionale e una violazione sistematica dei diritti umani che inizia molto prima di toccare le coste siciliane.

© Riproduzione riservata
593652

I commenti pubblicati dai lettori su www.radiortm.it riflettono esclusivamente le opinioni dei singoli autori e non rappresentano in alcun modo la posizione della redazione. La redazione di radiortm.it non si assume alcuna responsabilità per il contenuto dei commenti e fornirà, eventualmente, ogni dato in suo possesso all’autorità giudiziaria che ne farà ufficialmente richiesta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Articoli correlati

RTM per il cittadino

Hai qualcosa da segnalare? Invia una segnalazione in maniera completamente anonima alla redazione di RTM

UTENTI IN LINEA
Torna in alto