Sanità negata a Vittoria: l’odissea del signor B.A. e un controllo oncologico fissato tra un anno

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VITTORIA, 08 Marzo 2026 – Un anno di attesa per una visita di controllo oncologica. È l’incredibile e inaccettabile risposta che il sistema sanitario ha riservato al signor B.A., paziente affetto da tumore al colon e titolare del codice di esenzione 048. A sollevare il caso è Rosario Gugliotta, presidente del Comitato Civico Articolo 32, che definisce l’accaduto un “intollerabile abuso”.

La vicenda ha inizio lo scorso 26 febbraio 2026. Il paziente, munito di regolare prescrizione medica per un controllo oncologico, si rivolge al CUP. Nonostante la diagnosi di tumore al colon sia esplicitamente indicata sulla ricetta, la risposta dello sportello è raggelante: l’appuntamento viene fissato per l’8 febbraio 2027.

Quasi dodici mesi di attesa per un malato che necessita di monitoraggio costante, un tempo che, in ambito oncologico, può fare la differenza tra la vita e la morte.

Il caso è emerso quasi per caso, grazie all’incontro tra il paziente e un volontario dell’associazione.

“Dall’esame della documentazione è emersa una gestione che definire sciatta è un eufemismo,” dichiara Gugliotta. “La visita di controllo per un malato oncologico è stata trattata come una banalissima prestazione di scarsa rilevanza.”

Il Presidente Gugliotta non usa mezzi termini e punta il dito contro l’organizzazione dei servizi: “È possibile che il personale non sia in grado di leggere una ricetta e segnalare l’urgenza di un paziente oncologico?  I vertici aziendali si rendono conto dei rischi che un paziente corre aspettando un anno per un controllo?  L’Articolo 32 della Costituzione, che tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo, è ancora in vigore o è stato “abolito nella pratica quotidiana” per chi non ha “le giuste amicizie”?

Il Comitato Civico Articolo 32 ribadisce che non si può restare a guardare mentre il diritto alla cura viene calpestato dal pressapochismo burocratico. La battaglia del signor B.A. diventa così il simbolo di una lotta più grande per una sanità che sia realmente al servizio del cittadino, specialmente dei più fragili.

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