
Ragusa, 04 Marzo 2026 – Si è concluso davanti al GIP del Tribunale di Ragusa il procedimento a carico di due giovani di origine marocchina, rispettivamente di 26 e 29 anni, responsabili di una violenta escalation di furti avvenuta nel febbraio 2025. I due, già noti alle forze dell’ordine, si erano allontanati arbitrariamente da una comunità terapeutica prima di seminare il caos tra le vie del centro.
La sequenza criminale ha avuto inizio in via Sant’Anna, dove la coppia ha preso di mira una paninoteca. Dopo aver forzato l’ingresso, i malviventi si sono impossessati di un palmare e di alcune bevande, per un danno di circa 350 euro. Non soddisfatti, si sono spostati in via La Pira per il colpo più consistente: una rivendita di autoricambi. Qui il bottino è stato ingente, con il furto di 6 computer e 3 telefoni cellulari; 30 marche da bollo da 16 euro l’una. Valore complessivo stimato vicino agli 8.000 euro. Nella stessa zona, i due hanno tentato di scassinare anche uno studio medico, ma l’effrazione non è andata a buon fine e l’azione si è interrotta prima che potessero asportare altro materiale.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la furia dei due giovani non era dettata da una pianificazione professionale, bensì dalla necessità impellente di reperire denaro per l’acquisto di sostanze stupefacenti. Un’azione spinta, verosimilmente, da una fase di acuta astinenza che ha reso i loro movimenti rapidi quanto distruttivi per le attività colpite
Il processo è stato celebrato con il rito abbreviato, portando a pene differenziate per i due imputati.
Le pene comminate risultano differenziate: il 26enne, assistito dall’avvocato Alessio Malvaso, è stato condannato a 3 anni e 9 mesi di reclusione, oltre a una multa di 1.000 euro; il 29enne, difeso dall’avvocato Edoardo Platania, ha ricevuto una condanna a 1 anno e 4 mesi. Entrambi dovranno farsi carico delle spese processuali e dei costi relativi al periodo di detenzione.
La posizione del 29enne presenta un ulteriore profilo: l’uomo soffre di disturbi psichici e, durante il carcere, ha intrapreso un percorso terapeutico che il Dipartimento di Salute Mentale ha raccomandato di proseguire presso una struttura specializzata nel trattamento delle dipendenze da alcol e droga. Avendo già scontato oltre i due terzi della pena, è stato scarcerato, ma resta sottoposto all’obbligo di dimora e al divieto di uscire nelle ore notturne.




